EurNok, si apre un'opportunità short

Assieme al Dollaro canadese (CAD) la valuta a più elevato tasso di correlazione con il prezzo del petrolio è certamente la Corona norvegese (NOK).

Questo almeno racconta la storia degli ultimi anni, storia non proprio confermata recentemente quando al rally del prezzo del petrolio ha corrisposto un timido movimento di rafforzamento per la divisa scandinava.

La solidità dei bilanci norvegesi è confermata dalle (rare) emissioni tripla A di stampo governativo, ma quello che preoccupa il mercato in questa fase è probabilmente legato alla difficile fase di transizione che la Norvegia sta cercando di portare avanti. Diversificare la sua economia abbandonando la dipendenza estrema del Pil dalle oscillazioni dei prezzi petroliferi.

La valuta rimane a mio modo di vedere interessante in prospettiva anche perché la banca centrale di Oslo ha di recente confermato i tassi di interesse al 1%, ma ha altresì ribadito che ci sarà un rialzo a giugno. Un bel colpo per un mercato assetato di rendimenti obbligazionari.

A settembre 2018 c'è stato il primo ritocco all’insù dei tassi dopo 7 anni di stabilità.

La view della banca centrale rimane impostata verso l’inasprimento della politica monetaria condizionato da un’inflazione superiore alle attese. Il clima del commercio mondiale rimane cauto a causa della guerra commerciale in corso, secondo il Governatore Olsen, e per questo il percorso di rialzo al 1.75% di tassi di interesse, l’obiettivo dichiarato da qui al 2022, rimarrà cauto e legato alle dinamiche dei prezzi al consumo ora al 2.7% nella versione core e ben al di sopra del target fissato nel 2%.

Chiaramente la Norvegia si pone, in contro tendenza rispetto al resto del mondo occidentale che i tassi li tiene fermi o addirittura valuta di tagliarli.

La Corona norvegese non ne ha tratto finora grande beneficio ma dal punto di vista tecnico si nota qualcosa di interessante.

Per EurNok la barriera di 10.00 si sta rivelando molto tosta con due test a dicembre 2017 e dicembre 2018 che si sono rivelati infruttuosi. Un potenziale doppio massimo che risulta rafforzato anche da un doppio minimo venutosi a formare tra i due top.

A giugno ed ottobre 2018 infatti area 9.40 ha arginato il ribasso e questo rappresenterà il livello trigger al di sotto del quale si potrà parlare di inversione di tendenza e di doppio massimo formalizzato.

Se è vero che EurNok è sceso da inizio 2019 da 10.04 a 9.55, è altresì vero che non appena il WTI ha subito la pressione delle vendite EurNok è risalito molto velocemente indebolendo la Corona fino a 9.86.

Guarda caso il rialzo si è fermato in corrispondenza del 61.8% di ritracciamento del ribasso precedente e venerdì scorso una lunga candela nera ribassista nota come bearish engulfing pattern sembra aver rinviato ogni velleità di ritorno sui massimi di area 10, almeno per ora.

Interessante notare come sempre sullo stesso massimo di 9.86 si era fermata la corsa di EurNok a marzo.

A questo punto può avere senso tentare lo short posizionando uno stop molto rigoroso sopra 10.05 con obiettivo 9.40.

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2 - Commenti

Fiorenzo Fontana

Fiorenzo Fontana - 16 maggio 09:40 Rispondi

Joe Salvatori

Joe Salvatori - 16 maggio 22:32 Rispondi