EurJpy: possibile formazione di un trend rialzista nel breve

Se analizzando il lungo periodo si assurgono altre considerazioni legate soprattutto alla politica monetaria delle banche centrali, nel breve l'analisi tecnica sul cross eur.jpy ci dà qualche indicazione importante.

Osservando il grafico daily possiamo notare come dal 1 luglio del 2019 è continuato, dopo una fase di lateralità, un trend ribassista che ha dato luogo a un canale che ha visto in 115,86 il suo livello di minimo assoluto. Probabilmente in questi 3 mesi il mercato ha scontato il rilancio di una fase nuova di quantitative easing da parte di Mario Draghi shortando l'euro e ha trovato forza in alcune turbolenze che la guerra commerciale che interessa Cina e Stati Uniti ha generato portando gli operatori a rifugiarsi nello yen. Dal 4 settembre però il cambio ha fatto registrare una serie di candele verdi che hanno portato stabilmente i prezzi al di sopra del canale, toccando un massimo di 120 per poi ritracciare verso quota 118.

Da qui, a mio avviso, c'è da capire se il prezzo rientra dentro il canale e quindi riprende la fase discendente oppure riparte, dopo quattro candele short, decisamente al rialzo. Se fosse come in quest'ultima ipotesi, potrebbe essere la conferma di un'inversione di trend e il massimo relativo di 120 sarebbe un banco di prova importante perché, nel caso fosse valicato, il cross potrebbe raggiungere obiettivi di 121,47 come prima resistenza e 122,40 in seconda istanza dove attaccherebbe la media mobile a 200 (curva blu) e dove potrebbe con ogni probabilità subire una sosta. Il livello di 123,40, da cui partì il trend in short sarebbe uno scoglio molto duro da scardinare almeno nel breve periodo.

La possibilità di una fase toro nel breve sarebbe corroborata dall'incrocio dal basso verso l'alto della media mobile veloce a 10 (curva verde) con quella più lenta a 50 (curva gialla) che fa pensare che i prezzi possano trovare sostegno dai compratori. Anche l'attraversamento di recente della linea dello zero del MACD e il posizionamento sopra di esso delle curve di breve danno delle indicazioni concrete al riguardo.

Osservando il calendario nei prossimi giorni non ci sono eventi di rilievo nè sul fronte europeo, nè su quello nipponico. Quindi eventuali turbolenze tali da scompaginare il quadro generale potrebbero arrivare solo da dichiarazioni da parte dei personaggi illustri della politica internazionale e di quella economica e monetaria.

Bisogna sempre tener conto che almeno per il momento il mercato sembra restio a prendere delle posizioni nette per il lungo termine almeno fino a quando molti nodi non verranno sciolti. Ad esempio in molti si chiedono se il cambio al vertice della BCE si tradurrà davvero in una continuazione della fase di espansionismo monetario, così come si domandano se Kuroda andrà avanti per la sua strada oppure cederà alle pressioni interne ed esterne che vogliono uno yen non troppo agganciato a discorsi inflazionistici ritenuti superati e superflui. Infine resta ferma la questione se una fase di recessione non possa colpire i mercati e quindi avere degli effetti conseguenti sul piano dei rapporti di forza tra i vari paesi e, per effetto, a livello monetario.

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