EurJpy ed EurChf, due chiavi per il risk on

Come giustamente evidenziato nell’articolo di ieri dedicato agli ETF dedicato al mercato azionario giapponese, siamo prossimi ad un momento chiave soprattutto per lo Yen.

Valuta tradizionalmente difensiva  o comunque collegata in modo molto stretto all’andamento dei tassi a lunga scadenza americani. Non è un caso che lo stesso oro si muove in sintonia con lo Yen. Se la divisa giapponese scende, allora significa che i tassi reali americani probabilmente stanno risalendo ed allora l’oro, materia prima priva di cedola, perde terreno.

Così è stato anche negli ultimi giorni con UsdJpy che sta apparentemente formalizzando un testa e spalla rialzista che avrebbe 112 come obiettivo, e l’oro sceso sotto i 1480$ l’oncia per una diretta conseguenza del rialzo dei tassi USA. Personalmente credo che UsdJpy potrà ambire ad una inversione strutturale di tendenza solo con una chiusura sopra 109. In quel caso per l’oro si aprirebbero le porte verso 1400$ l’oncia una occasione di ingresso utile a fronteggiare i marosi del 2020.

Ma in questo articolo vorrei concentrarmi su altri due cross valutari molto gettonati da chi utilizza strategie di copertura del rischio.  Sto parlando di EurChf e EurJpy.

Per quello che riguarda lo svizzero avevo consigliato di attendere un po’ prima di valutare l’ingresso. Il mercato ci ha dato ragione.

Come farò per EurJpy, la tecnica delle Ichimoku cloud ci aiuta nella formulazione di una possibile mappa previsionale filtrando falsi segnali ed individuando i momenti in cui l’inversione di tendenza può considerarsi formalizzata.

Per EurChf il rimbalzo previsto sta prendendo corpo e credo possa essere già un buon momento per fare delle valutazioni short. 

EurChf ha infatti sfiorato quel 1.107 dove si posiziona il 38.2% di ritracciamento del bear market cominciato ad aprile da 1.148;  la lagging line vede in 1.1080 il  limite superiore della cloud. In caso di ritorno su quei prezzi il mercato dovrà decidere se archiviare definitivamente la tendenza bearish, oppure ripristinare il down trend. In caso di sfondamento verso l’alto si salirebbe fino a 1.115 senza grandi resistenze ma a quel punto la view di medio periodo cambierebbe. Entrerò short in caso di ritorno di EurChf a 1.107.

Per quello che riguarda EurJpy il mercato già ora si trova di fronte ad una zona di resistenza critica posizionata a 120.3. Questo ci lascia guardinghi su UsdJpy come detto prima fino a quando non verrà violata area 109, ma anche in questo caso possiamo conoscere oltre quale livello assisteremo ad un cambio di tendenza.

Le Ichimoku ci vengono ancora in aiuto. A 120.8  troviamo i minimi di giugno che già ieri hanno fatto da resistenza  con una lagging line (linea nera) che proprio su questi livelli sta tentando di uscire dalla cloud sancendo a quel punto l'inversione di tendenza.

Anche per EurJpy sopra 120.8 assisteremmo ad un cambio di view che aprirebbe le porte ad un allungo almeno fino a 123 prevedibilmente in un contesto di propensione al rischio dei mercati particolarmente elevata. In questo caso attenderò un pattern di prezzo di inversione prima di aprire uno short su EurJpy tenendo UsdJpy sopra 109 come punto di riferimento per chiudere eventuali posizioni lunghe sulla divisa nipponica.

EurJpy ed EurChf saranno perciò con il loro movimento la chiave per capire se è ora di aumentare il rischio di un portafoglio di investimento oppure attivare delle coperture.

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