EurGbp, di nuovo quei supporti di 0.85

  • Il 12 dicembre si vota in Gran Bretagna
  • Alcune decisioni politiche hanno spinto al rialzo la Sterlina
  • Dal punto di vista tecnico EurGbp si trova sui supporti importantissimi di area 0.85

Le elezioni in Gran Bretagna sono sempre più vicine e tutte le news che ci accompagneranno fino al 12 dicembre creeranno inevitabilmente volatilità sulla Sterlina.

La notizia di peso più importante di questa settimana è sicuramente stata la rinuncia da parte di Nigel Farage, ex leader dello UKP il partito che più aveva spinto sulla  Brexit, di candidarsi nei 317 seggi vinti nel 2017 dai Tories.

Questa mossa lascia campo aperto  ai conservatori di Boris Johnson. Una notizia naturalmente accolta con favore da BoJo e dai mercati finanziari in genere perchè potrebbe portare la Gran Bretagna verso una maggiore stabilità politica e, nell’ipotesi migliore che forse ha messo le ali alla Sterlina, ad un referendum da sottoporre al popolo di Sua Maestà sull’accordo con la UE.

EurGbp è così sceso ai minimi da maggio ed è sempre più vicino a quella linea di supporto oltre la quale si aprirebbero scenari nuovi. Il cross ha raggiunto l’ipervenduto con tanto di divergenza con l’oscillatore RSI; questo in passato ha sempre aperto prospettive interessanti per coloro che decidevano di aprire posizioni long su EurGbp. In fondo lo stop loss è molto ravvicinato (0.8450 potrebbe essere il livello più conservativo) e questo rende il trade praticabile.

Le stesse considerazioni appena fatte per EurGbp potrebbero essere traslate sul Cable.

Dopo il minimo di 1.20, in agosto GbpUsd ha superato la media mobile a 200 giorni. Sta ora entrando in scena quella che apparentemente sembra una fase  di consolidamento al di sopra di questo supporto dinamico. Da qui la Sterlina potrebbe trovare la forza per tentare la salita fino alla trend line ribassista che scende dal 2014 in transito attualmente a 1.32.

Anche in questo caso andare oltre questa soglia tecnica probabilmente metterebbe la parola fina a una triste rappresentazione teatrale chiamata Brexit.

Non potrà però essere la politica monetaria a supportare il Pound con manovre di rialzo dei tassi.
Il dato di inflazione di ottobre ha fatto segnare un negativo -0.2% portando il tendenziale annuo a 1.5% (in calo da 1.7%). La produzione industriale è scesa a settembre dello 0.3% con il Pil del terzo trimestre salito solo dello 0.3% dopo il -0.2% del secondo trimestre.

La Bank of England non dovrebbe di fatto muovere i tassi nel prossimo meeting di dicembre. Per  il 2020 il mercato al momento non sembra proprio prendere in considerazione nemmeno un taglio nel costo del denaro se non con una probabilità limitata del 30%.

Troppo poco a mio modo di vedere, soprattutto considerando che tutte le altre banche centrali del globo quest’anno si sono già mosse tagliando i tassi.

Questo scetticismo dei mercati sul taglio dei tassi nell’immediato potrebbe essere quindi un fattore sorprese in grado di riportare un po' di vendita sul Pound qualora il flusso di dati negativi dovesse proseguire.

0 - Commenti