EurChf, un pò di pazienza prima di rientrare

La Svizzera assieme alla Danimarca è uno dei paesi europei con i tassi più negativi in assoluto, con la banca scandinava che proprio di recente ha tagliato il costo del denaro in sintonia con la BCE.

La Swiss National Bank ha confermato giovedì scorso i tassi guida sui depositi a -0,75%. Il comunicato della SNB conferma come l’autorità monetaria manterrà la politica espansiva alla luce degli ultimi sviluppi internazionali e delle prospettive di inflazione in Svizzera. La SNB ha confermato anche di essere pronta ad intervenire sul mercato delle valute per frenare eccessivi apprezzamenti del Franco.

In termini di cambio effettivo reale la valuta elvetica ha in effetti subito di recente ulteriori pressioni che vanno a colpire la competitività commerciale di beni e servizi svizzeri.

Riviste al ribasso le stime di inflazione (da 0.6% a 0.4%) per il 2019 ma addirittura a 0.2% nel 2020. Riviste al ribasso anche le stime di crescita da 1.5% ad una forchetta compresa tra 0.5% e 1%.

In linea con quello che ha deciso di recente la BCE, anche la Svizzera non imporrà tassi negativi sulla liquidità delle banche fino a 25 volte il tasso minimo di riserva (era 20 in precedenza). Il tentativo è ovviamente quello di evitare che il tasso negativo passi a valle presso i depositanti.

Preso atto che la SNB è pronta ad indebolire il Franco quando necessario rimane da capire se EurChf potrà continuare a muoversi verso l’alto oppure tenterà di mettere alla prova la SNB.

Osservando il grafico del cross EurChf possiamo dire che il mercato è rimasto deluso scendendo di nuovo sotto 1.10 dopo il meeting (ci si aspettava un taglio di 7 punti base).

A mio modo di vedere questo però non escludo una nuova puntata verso l’altro da parte di EurChf con la media mobile a 200 giorni di 1.115 che potrebbe, se raggiunta, rappresentare un ideale punto di ingresso.

Considerando l’inclinazione ribassista della resistenza dinamica, già sopra 1.11 si potrebbe tentare uno short e questo anche alla luce del comportamento del RSI.

Il corrente bear market infatti ha sempre trovato il momento migliore per andare short su EurChf quando l’asticella di 70 sul RSI è stata toccata. Consapevole che questo tipo di trade non funziona nella maggior parte dei casi, per quello che riguarda EurChf possiamo dire che ci sono concrete possibilità di successo adottando questa strategia.

Altro elemento che mi fa ragionare sull’opportunità di pazientare un attimo è l’atteggiamento degli speculatori sul mercato dei futures. Pur essendo net short di Chf, gli hedge fund  sono ben lontani dai livelli di aprile quando si registrò una eccellente finestra di ingresso sul Chf.

Meglio quindi aspettare un attimo anche correndo il rischio di perdere un movimento di forza del Franco per effetto di tensioni sui mercati azionari che ritengo possibili fino alla prima decade di ottobre.

Considerando il carry negativo per muoversi sul Franco serve una valuta ad un livello di debolezza più sacrificato di quello attuale.

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