EurChf, per chi gioca sul trading range

Ogni trader utilizza la tecnica che più sente favorevole al suo modo di pensare ed agire. Ci sono i trend follower, ci sono i contrarian e ci sono coloro che preferiscono lavorare sui trading range. Proprio a questi ultimi dedichiamo l’articolo di oggi.

Forse la tecnica di trading meno eccitante, quella del trading range è però una metodologia che si basa più di ogni altra sulla certezza dei comportamenti passati degli operatori. Lavorando sul trading range infatti si compra quando un supporto sollecitato diverse volte viene ritestato e viceversa si vende quando ad essere colpito per l’ennesima volta è un livello di resistenza.

I rapporti di cambio che vedono protagonisti il Franco svizzero crediamo siano esattamente in questa condizione.

Se cominciamo dal cambio EurChf noteremo infatti a livello grafico come da novembre 2018 il cross si muove tra le resistenze di 1.1455 e i supporti di 1.1160/1.1180.

Proprio quest’ultimo livello è ormai molto vicino e, considerando che rappresenta anche il 61.8% di ritracciamento di Fibonacci dell’intero rialzo cominciato nel 2017  culminato con il massimo di 1.20 nel 2018, la sua valenza è doppia.

Andare lunghi di EurChf su questi supporti posizionando uno stop a 1.1140 può essere una interessante opportunità di fare trading sul range.

Condizione analoga, ma questa volta su un orizzonte temporale più lungo è quella in cui si trova UsdChf.
In questo caso il cambio dal 2010 non riesce a salire sopra la rocciosa resistenza di 1.025/1.03 e perciò, fino a prova contraria, su questi livelli si vende UsdChf.

Livello testato a maggio con il mercato che prontamente ha sfruttato questa finestra per alleggerire le posizioni long UsdChf. Qui, per coloro che hanno adottato questa strategia, il consiglio è quello di rimanere lunghi fino a 0.993, zona di transito della up trend line che unisce i minimi di febbraio e settembre 2018.

A supporto di una view di debolezza del Franco svizzero anche motivazioni fondamentali.

Gli indici anticipatori sono in costante rallentamento da oltre un anno e mezzo definendo uno scenario di debolezza economica ma anche di inflazione prospettica. L’incremento nei prezzi al consumo del 2018 è stato inferiore al 1%, quello del 2019 è previsto ad un modestissimo +0.3%. Il tasso core di inflazione svizzero non risale sopra l’1% da aprile 2009.

Elementi che non piacciono ad una banca centrale che nel meeting di politica monetaria di marzo ha ribadito che si muoverà in caso di eccessivo apprezzamento del Franco.

La SNB non ha infatti escluso interventi sul mercato valutario qualora la divisa non andasse nella direzione auspicata. È chiaro che il recente movimento va in questa direzione con flussi importanti arrivati sul CHF anche alla luce della notevole incertezza politica in Europa e soprattutto in Italia.

Ecco quindi che il long EurChf può essere a questo punto una strategia da considerare visto il contemporaneo raggiungimento dei livelli chiave di supporto.

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