Eppure da qualche parte in Europa c'è inflazione

C’è un un paese tra i più “pesanti” in termini di popolazione e di voti all’interno dell’Unione Europea che è stato capace nell’ultimo anno un qualcosa che ormai è merce rara nel mondo occidentale, l’inflazione.

Questo paese è la Polonia e come vedremo in seguito nell’ex paese comunista i prezzi al consumo crescono ormai ad un ritmo del 3%. Eppure la banca centrale mantiene i tassi ai minimi storici del 1.5%.

Coinvolto nel sell off delle valute emergenti provocato dall’effetto stagionalità negativa di agosto, anche lo Zloty polacco sta pagando dazio con un calo di oltre il 3% dai livelli di 4.24 di EurPln toccato a metà luglio. Stessa sorte è toccata a UsdPln dal cui grafico capiremo come proprio ora stiamo testando livelli significativi.

I tassi ufficiali sono rimasti invariati al 1.5% nel meeting della banca centrale di luglio e probabilmente rimarrano a questo livello anche nel 2020 nonostante la Polonia abbia visto salire il tasso di inflazione in questo 2019 ad un livello vicino al 3% . Una mosca bianca all’interno della UE, ma a parere della banca centrale i prezzi al consumo assumeranno nuovamente una tendenza discendente a partire dalla fine dell’anno in corso giustificando tassi al livello più basso della storia polacca. Di certo i tassi reali viaggiano a tassi reali profondamente negativi e lo Zloty ne sta risentendo.

Trascinati verso il basso dalla marea dei tassi negativi a livello europeo, i tassi decennali polacchi sono crollati dal 3% di aprile al 1.8% attuale. Bonanza direbbe qualcuno, visto che all’interno dell’Unione Europea solo Romania e Grecia pagano di più. Considerando la maggiore affidabilità e peso della Polonia all’interno dell’Unione piuttosto che acquistare obbligazioni high yield un bond in Zloty con questo rendimento non sarebbe da trascurare. Ma esiste un fattore di incertezza che si chiama valuta.

Se per EurPln superare 4.35 interromperebbe la sequenza di massimi decrescenti portata avanti dal cross dal 2016 proiettando lo Zloty verso l’ultimo scoglio di 4.40 prima dei minimi storici rispetto all’Euro, per UsdPln il grafico è abbastanza illuminante.

Dopo una lunghissima fase di trading range tra 3.80 e 3.85, UsdPln ha rotto gli indugi proprio nel mese di agosto e sta tentando ora di superare 3.90. Perché questo livello tecnico è importante? Semplicemente perché è l’ultimo diaframma di resistenza che separa UsdPln dai massimi storici di 4.28 di dicembre 2016. Qui troviamo infatti il 61.8% di ritracciamento dell’intero bear market cominciato 2017-2018.

Come per EurPln a 4.40, anche per UsdPln a 3.90 la sensazione è che sono in corso rotture tecniche importanti ed il long appare la strategia migliore.

Il massimo storico di 4.75 fu toccato nel 2000, ma il mercato  deve aver odorato le difficoltà nelle quali si trova la banca centrale. Tagliare i tassi per rilanciare l’economia con un’inflazione crescente non è scelta facile. Un azzardo?

Può darsi ma anche in America si sta verificando la stessa condizione… 

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