Draghi dichiara guerra alla deflazione: pronto aumento QE

Guerra totale all’inflazione. L’ha dichiarato il presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi nei discorsi tenuti ieri e oggi. L’istituto di Francoforte si prepara alla riunione di Dicembre a rivedere ed aumentare in scopo e durata l’attuale programma di quantitative easing. Vanno in questa direzione le dichiarazioni di diversi esponenti tra cui spiccano il presidente e l’economista Praet che ha sottolineato come i rischi per la ripresa dell’economia del Vecchio Continente siano ancora molto attuali e che la BCE è pronta ad intervenire.
Draghi ha invece rincarato la dose sottolineando l’importanza di riportare l’inflazione verso il target di medio periodo intervenendo a gamba tesa con la politica monetaria per raggiungere l’obiettivo di un rapido rientro dell’allarme deflattivo. Sempre il presidente si è tolto qualche sassolino dalla scarpa dichiarando che la timida ripresa in atto è anche e soprattutto merito della Banca Centrale Europea, ma che è necessario che i governi continuino nel percorso di riforma per sostenere e dare ulteriore spinta alla crescita.
Sul fronte politico sembra placarsi, almeno per il momento, la crisi portoghese dopo che il presidente della Repubblica Silva ha condotto una serie di incontri con imprenditori e gruppi bancari del paese prima di affidare l’incarico di formare un nuovo governo verosimilmente al partito socialista. Anche la situazione di criticità in Grecia sembra rientrata dopo che il parlamento ha approvato il pacchetto di riforme e sbloccato la tranche di aiuti da 2 miliardi di euro che serviranno per la ricapitalizzazione delle banche elleniche. Tuttavia Tsipras perde altri due parlamentari e la maggioranza si assottiglia a soli 153 seggi su 300.

Market Movers
09:00 Eurozona Discorso Draghi (BCE)
14:30 Canada Inflazione core m/m cons. 0.2% prec. 0.2%
14:30 Canada Vendite al dettaglio core m/m cons. -0.2% prec. 0.0%
15:00 Stati Uniti Discorso Bullard (FOMC)
17:15 Stati Uniti Discorso Dudley (FOMC)

EURUSD
Dopo il rapido ritorno in area 1.0750 di ieri seguito alla pubblicazione dei dati macro e della pubblicazione dei verbali della BCE, la moneta unica apre la giornata di oggi in un rinnovato clima di debolezza riportandosi in area 1.0680 dove consolida in apertura dei mercati europei. Nonostante il rosso delle piazze finanziarie del Vecchio Continente, il rapporto tra euro e dollaro non sembra voler tornare sopra quota 1.07 e si prepara ad una giornata di lateralità tra 1.0650 e 1.07.

GBPUSD
La sterlina inglese apre la giornata invariata rispetto ai livelli di ieri e fermamente ancorata nella banda tra 1.5250 e 1.53. La giornata di oggi sta vedendo un rapido recupero della sterlina che si attesta in area 1.5290 sulla scia degli storni sul mercato azionario inglese anche se manca la forza per superare quota 1.53 che sembra ormai lo spartiacque tra ulteriori recuperi nei confronti del biglietto verde.

USDJPY
Lo yen recupera terreno in apertura di sessione europea consolidando il terreno al di sotto di 123.00 dopo una sessione asiatica all’insegna dello storno del movimento ribassista su USDJPY che ha riportato il rapporto dai minimi a 122.50 fino a 123.00. Il movimento, legato principalmente alla performance dell’indice Nikkei della borsa di Tokyo che chiude a +0.10%, è stato rivisto in apertura dei mercati in Europa con il recupero della divisa nipponica che si attesta a 122.80 con la tendenza a testare quota 122.50.

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