Dollaro neozelandese, che reazione!

  • Sorprendendo i mercati la banca centrale neozelandese ha lasciato invariati i tassi ufficiali al 1%;
  • Seguendo lo schema della FED saranno i dati a spingere la RBNZ verso nuove manovre;
  • Buona la reazione del Dollaro neozelandese in netto rafforzamento.

A sorpresa la banca centrale neozelandese ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse al 1% sorprendendo i mercati che si aspettavano una mossa allineata a quella della banca centrale australiana che i tassi li ha già portati a 0.75% da un po'.

Mossa sorprendente quella dei kiwi che ha portando denaro sul dollaro della Nuova Zelanda aprendo scenari tecnici interessanti che vedremo fra un po'.

Ad inizio ottobre avevamo già affrontato il tema in questo articolo ma adesso mi pare doveroso tornarci su.

Un po' ricalcando le parole di Powell della FED, lo statement della RBNZ ha messo in luce come da agosto non ci sia stato un ulteriore deterioramento del clima economico e quindi non sono necessari ulteriori stimoli.
La crescita attesa per il 2020, pur rivista al ribasso, è stata portata a 2.2%. Lo stesso dicasi per l’inflazione che comunque dovrebbe mantenersi attorno al 2% anche nel 2020. Evidente quindi come anche da quelle parti si preferisce entrare in stand by confidando in un accordo commerciale tra Cina e Stati Uniti. Tenendo infatti le porte aperte a nuove misure (se necessarie) la Nuova Zelanda sta cercando di tenersi le munizioni disponibili ancora per un po' di tempo.

Il Dollaro neozelandese ha reagito bene alla notizia.

Nel rapporto contro il cugino australiano il cross AudNzd  è crollato di 200 pips in poche ore. Doppio massimo in formazione che verrebbe confermato al superamento verso il basso della media mobile a 200 giorni dove giovedì e venerdì si è fermata la caduta. Sotto 1.06 lo short AudNzd appare una scelta sensata.

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Sul rapporto di cambio principale, ovvero NzdUsd, lo scenario si fa particolarmente interessante soprattutto se rapportato a ciò che abbiamo scritto poco più di un mese fa relativamente ai supporti di lungo periodo. Supporti colpiti e sui quali, zoomando l’immagine, vediamo una chiara formazione di testa e spalla rialzista in formazione.
Nulla è stato ancora deciso ma è evidente che questo rapporto di cambio mi sembra uno dei più promettenti per un trader. Riuscire a chiudere sopra 0.646 formalizzerebbe la figura promettendo un gain compreso tra i 200 e i 250 pips. In caso di trade sarebbe opportuno fissare uno stop sul minimo della spalla destra a 0.632.

Chiudiamo con il cross EurNzd. Anche in questo caso la media mobile a 200 giorni sembra rappresentare l’ultimo scoglio prima di un ribasso più profondo. Impressionante la precisione con cui questo supporto dinamico a settembre prima e la settimana scorsa poi ha fermato il ribasso. Anche qui ho poco dubbi. Chiudere sotto questo supporto dinamico (quindi il minimo di mercoledì) renderebbe quasi obbligata l’apertura di una posizione short.

Sul neozelandese direi che c’è solo l’imbarazzo della scelte. Inserire un trade condizionato sembra offrire un buon rapporto rischio rendimento ai trader in cerca di strutture grafiche interessanti.

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