Dollaro canadese, per un pò meglio evitare

Il Dollaro canadese è stata una delle valute migliori del mondo occidentale contro Euro nel corso del 2019. Il guadagno del cambio spot è stato nell’ordine del 6% trainato non tanto da un petrolio che tutto sommato ha galleggiato e che tipicamente guida il Cad,  quanto soprattutto da una politica monetaria restrittiva e accordi commerciali con gli Stati Uniti.

Questa fase però a mio modo di vedere rischia di essere arrivata a fine corsa ed è lo stesso comunicato rilasciato nell’ultimo meeting della banca centrale a dircelo.

Come si legge nel report della Bank of Canada, i tassi sono rimasti invariati al 1.75%, ma le stime di crescita sono state riviste al ribasso sia per il 2020 che per il 2021. Le cause potrebbero essere legate ad una contrazione dell’export legata alle incertezze sulle politiche dei dazi a livello internazionale combinata ad una riduzione della spesa governativa nel 2021. La previsione di crescita del 2020 è puntualmente stata ribassata al 1.7%.

Quello che spinge la banca centrale a rimanere ferma sui tassi è il tasso di inflazione ancora in zona 2%. E’ evidente che ai primi cenni di raffreddamento su questo fronte anche la BOC agirà rapidamente sui tassi come ha fatto la maggior parte delle banche centrali quest’anno.

Il mercato comincia a subodorare il pericolo e credo che su UsdCad e EurCad mantenere posizioni short al momento non sia una scelta opportuna.

UsdCad da manuale ha colpito la up trend line che sale dal 2017 rimbalzando per la seconda volta sui supporti di 1.30. Molto interessante la configurazione tecnica assunta dal Loonie. Da buona figura di continuazione zona 1.30 fa da base ad una figura di consolidamento con massimi decrescenti la cui trend line è stata proprio colpita nei giorni scorsi a 1.335.

Considerando che questo livello di resistenza coincide anche con i massimi di settembre ed ottobre, uno sfondamento verso l’alto aprirebbe prospettive interessanti per un allungo di UsdCad verso i massimi di inizio anno. L’esposizione degli speculatori sul mercato dei futures appare in tal senso compatibile con un bottom primario visto che il posizionamento net long rapportato all’open interest ha superato il livello di guardia del 20%, fenomeno che in passato ha intercettato minimi di un certo spessore.

Stessa situazione la troviamo su EurCad.

Oltre al test di una trend line di supporto di lungo periodo, il cross è riuscito in un colpo solo a superare due barriere di resistenza significative poco sopra 1,46. La neck line di un testa e spalla rialzista e la down trend line che scende dai massimi di dicembre 2018. Il movimento che si sta sviluppando dovrebbe portarci nella fascia compresa tra 1.49 e 1.51 dove a quel punto la prima ondata di questa spinta bullish dovrebbe esaurirsi.

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