Dollaro australiano, aspettando la Cina tenta il rimbalzo

In Australia i tassi rimangono fermi al 1% dopo una doppia mossa di ribasso che aveva fatto collassare il valore del Dollaro australiano ben sotto i 70 centesimi di Dollaro rispetto al biglietto verde americano.

Il costo del denaro rimane quindi invariato ma lo statement della RBA conferma come altre mosse saranno prese in considerazione se necessario per supportare crescita e inflazione.

Ormai le banche centrali ripetono queste frasi come un disco rotto, ma se per l’Australia la crescita vuole dire Cina, per l’inflazione il fenomeno è di portata mondiale e difficilmente a breve avremo sorprese in tal senso considerando anche l’andamento declinante delle materie prime. E proprio la debolezza dei metalli continua a rimanere un fardello non indifferente per l’industria mineraria australiana.

Il neo Governatatore Philip Lowe ha ribadito ciò che aveva detto ad agosto. L’outlook sull’economia rimane ragionevole, ma i rischi rimangono al ribasso con investimenti e commercio mondiale stanno rallentando.

L’Australia non entra in recessione da oltre 20 anni e seppur in rallentamento l’economia cresce del 1.8% su base annua. La previsione per l’anno prossimo è di un Pil in grado di risalire al 2.7% supportato da bassi tassi di interesse, tagli fiscali, spese infrastrutturali e stabilizzazione del mercato immobiliare. Ma lo ripeto, il grosso problema si chiama Cina e commodity.

L’inflazione core è risalita al 1.6% nel secondo trimestre dopo un minimo di 1.3% nel primo, ma rimane ben sotto quel target 2-3% fissato dalla RBA.

Il Dollaro australiano in questo contesto è naturalmente molto debole. Contro Usd prevalentemente, mentre contro Euro c’è stato un accenno di ripresa dettato più che altro dalla debolezza della moneta europea.

Per quello che riguarda l’Aussie siamo ancora lontani dai minimi di 0.60 del 2008, ma lo spot è sceso seppur leggermente sotto il minimo del flash crash di inizio 2019 a 0.6743.

Siamo sicuri che quel livello era ricco di stop loss da parte di tanti trader alla caccia del rimbalzo; per questo i minimi realizzati da metà agosto ad inizio settembre sotto quel livello possono essere etichettati come trappola per orsi. Fatta pulizia degli stop stiamo ora assistendo ad una ripresa di AudUsd che superato 0.68 non avrebbe grandi ostacoli fino alla media mobile a 200 giorni di area 0.70.

Dopo 14 sedute consecutive di calo un rimbalzo era nell’aria e questo vale anche per EurAud.

Il cross dopo tanti tentativi era riuscito a superare i massimi del 2015 ma la debolezza dell’Euro ha impedito quella fuga in avanti verso 1.73 che rappresenta probabilmente l’obiettivo dei prossimi mesi. Qui si trova il 61.8% di ritracciamento dell’intero bear market. Prima di arrivare da quelle parti è però possibile che EurAud corregga fino alla media mobile a 400 giorni che nell’ultimo anno ha fatto da abile supporto.

Quindi in area 1.58 long di EurAud, in area 0.70 short AudUsd. Questa la strategia per gli amanti del trend follower.

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