Carney alla prova di Brexit e Riunione BOE

L’agenda di oggi è caratterizzata da tre eventi principali che stanno catalizzando l’attenzione degli operatori: con il consolidamento delle quotazioni petrolifere, dopo il crollo delle scorte negli Stati Uniti, l’atteggiamento sembra nuovamente improntato al rialzo. Il dato pubblicato ieri ha infatti descritto un fortissimo deterioramento delle scorte ben sotto i livelli attesi spingendo le quotazioni del Brent fino ai massimi relativi in area 47.80 $/barile dove scambia in apertura dei mercati europei. Anche il WTI recupera analogamente terreno attestandosi a 46.50 $/barile con un sensibile allargamento dello spread tra il contratto scambiato a Londra e quello trattato sul CME.
Indiscrezioni pubblicate questa mattina indicano che l’eccesso di offerta di greggio potrebbe risultare inferiore alle attese nella seconda parte dell’anno grazie all’esplosione della richiesta in India che sembra sopperire, almeno parzialmente, al declino della richiesta cinese.
In Brasile il Senato ha espresso la volontà di votare a favore della richiesta di impeachment della presidente Dilma Rousseff per farla decadere dall’incarico aprendo la strada ad un periodo che potrebbe protrarsi fino alla fine dell’anno.
Sul fronte europeo, oggi sarà il momento della Bank of England con la riunione di politica monetaria che, tuttavia, dovrebbe mantenere invariato l’attuale assetto monetario. La pubblicazione dell’inflation report dovrebbe restituire qualche maggiore informazione riguardo lo stato di salute dell’economia britannica, anche se l’attenzione degli operatori sarà quasi interamente concentrata sullo statement e sul tono della Monetary Policy Committee. Se da un lato, il governatore Mark Carney cerca di evitare il tema Brexit per non rischiare di addentrarsi nella diatriba politica nella quale è facilmente esposto agli attacchi dei sostenitori del fronte del “leave”, dall’altro gli effetti del rischio di un divorzio tra Londra e Bruxelles si fanno sempre più pesanti: i PMI descrivono una situazione di tendenziale deterioramento dei fondamentali macroeconomici oltre a fornire un’indicazione circa l’attendismo che sta zavorrando la ripresa del Regno Unito. Su questo piano, il tono che trapelerà dalla riunione di politica monetaria di oggi, che potrebbe essere forzatamente accomodante per sopperire agli evidenti rischi costituiti dal Brexit, potrebbe rivelarsi un’arma impropria e difficile da gestire per la Bank of England.

Market Movers
07:00 Giappone Discorso Nakaso (BOJ)
08:45 Francia Inflazione a/a cons. -0.2% prec. -0.1%
11:00 Eurozona Produzione industriale a/a cons. 1.1% prec. 0.8%
13:00 Regno Unito Inflation report
13:00 Regno Unito Riunione politica monetaria BOE cons. 0.5% prec. 0.5%
14:30 Stati Uniti Nuove richieste sussidi cons. 270k prec. 274k
17:00 Stati Uniti Discorso Mester (FED)
17:45 Stati Uniti Discorso Rosengren (FED)
18:40 Eurozona Discorso Constancio (BCE)
20:15 Stati Uniti Discorso George (FED)

EURUSD
La moneta unica continua a non prendere una direzionalità nemmeno oggi mantenendosi stabile in area 1.14, il livello che sta catalizzando, come anticipato nelle edizioni precedenti, i movimenti sul medio periodo. Attesa per i dati macroeconomici in Europa e Stati Uniti che potrebbero fornire qualche spunto di volatilità senza tuttavia variare l’atteggiamento laterale che interessa i movimenti di EURUSD.

GBPUSD
Ancora lateralità per la sterlina inglese che non riesce a spostarsi dal livello pivotale a 1.4450 in tutta la prima parte della settimana e in attesa del super giovedì di oggi dove la Bank of England rilascerà Inflation report e concluderà la riunione di politica monetaria che dovrebbe restituire un quadro monetario invariato. Sarà soprattutto il tono a fare la differenza con la possibilità che, in vista delle forti incertezze legate al referendum, la MPC (Monetary Policy Committee ndr) opti per un atteggiamento particolarmente cauto e accomodante deprimendo quindi la sterlina.

USDJPY
Continua il percorso laterale dello yen che, come descritto ieri, si è riportato in area di stabilità a cavallo di 108.50. L’andamento in arretramento della mattinata è imputabile al consolidamento delle quotazioni dei mercati azionari in Asia e in Europa, effetto che ha riportato il cambio USDJPY da 108.10 fino a quota 108.90 nelle prime battute di contrattazioni del Vecchio Continente. Tuttavia, per l’esiguità dei movimenti sull’azionario, ha influito in modo importante anche la predisposizione delle autorità monetarie e governative di Tokyo, reiterata da Nakaso della Bank of Japan, ad indebolire lo yen qualora tornasse su soglie di guardia.

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CALENDARIO EVENTI

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