BCE: taper anticipato. Fine dell'easing globale?

Sembra volgere al termine l’easing a livello globale con le principali banche centrali che sembrano concordi nell’urgenza di limitare gli effetti avversi di un periodo eccessivamente prolungato di tassi bassi, come nel caso degli Stati Uniti, e di tassi negativi nel caso dell’Eurozona.
Il fattore scatenante potrebbe essere stata la decisione dell’OPEC del mese scorso che ha decretato l’intenzione del cartello di ridurre i livelli produttivi con conseguente miglioramento delle quotazioni del petrolio. Il Brent, il contratto di riferimento scambiato a Londra, ha messo a segno un recupero e scambia in apertura dei mercati europei a quota 51.60 $/barile, mentre il WTI, il contratto americano, è stabile poco sopra i 49.40 $/barile. Se da un lato il miglioramento prospettico delle quotazioni petrolifere dovrebbe tornare a spingere l’inflazione sul medio termine, la propensione ad una riduzione dell’accomodamento o rimodulazione dello stesso sembra dovuta alla valutazione degli effetti avversi che il periodo straordinariamente prolungato di tassi bassi sta avendo sull’economia.
Sul fronte statunitense, con i fondamentali macroeconomici in miglioramento e stabilizzazione, la Federal Reserve è sotto pressione perché prosegua nella fase di restrizione monetaria anticipata già nei mesi e anni scorsi e sempre ritardata.
Sul fronte europeo, i tassi negativi stanno mettendo in difficoltà l’intera industria bancaria con conseguenti pressioni soprattutto a livello politico per una exit strategy. Ieri, indiscrezioni pubblicate da Bloomberg, hanno messo in evidenza una discussione interna al consiglio direttivo della BCE sul fronte tapering anticipato rispetto alla conclusione dell’attuale programma di stimoli.
Oltremanica la sterlina continua a soffrire messa sotto pressione dalle vendite dopo il pronunciamento esplicito di Threresa May sul fronte brexit che dovrebbe iniziare entro marzo 2017 con l’invocazione formale dell’articolo 50 dei trattati di Lisbona.

Market Movers
02:30 Giappone PMI Servizi Nikkei cons. 49.8 prec. 49.6
09:15 Spagna PMI Servizi Markit cons. 55.0 prec. 56.0
09:45 Italia PMI Servizi Markit cons. 51.9 prec. 52.3
09:50 Francia PMI Composito Markit cons. 53.3 prec. 51.9
09:55 Germania PMI Composito Markit cons. 52.7 prec. 53.3
10:00 Eurozona PMI Composito Markit cons. 52.6 prec. 52.9
10:30 Regno Unito PMI Servizi Markit cons. 52.0 prec. 52.9
11:00 Eurozona Vendite al dettaglio a/a cons. 1.5% prec. 2.9%
14:15 Stati Uniti Variazione occupati ADP cons. 169k prec. 168k
14:30 Stati Uniti Bilancia commerciale cons. -39.9b prec. -39.5b
14:30 Canada Bilancia commerciale cons. -2.6b prec. -2.5b
15:45 Stati Uniti PMI Composito Markit cons. 52.0 prec. 51.5
16:00 Stati Uniti PMI Non manifatturiero ISM cons. 53.0 prec. 51.4
16:30 Stati Uniti Scorte petrolio EIA cons. 2.06m prec. -1.88m

EURUSD
La moneta unica, dopo aver raggiunto quota 1.1150 nella giornata di ieri, ha rimbalzato violentemente sulle indiscrezioni circa la possibilità di taper anticipato da parte di Francoforte. La Banca Centrale Europea è sotto pressione sul fronte tassi negativi che stanno mettendo in difficoltà l’intero comparto bancario a livello europeo. Dopo un iniziale test di area 1.1240, il cambio EURUSD si è stabilizzato a quota 1.1220 in apertura dei mercati europei anche in virtù dell’uscita di dati europei non particolarmente vivaci sul fronte PMI che potrebbero spingere il cambio verso area 1.12 nella seconda parte della giornata sulle prospettive di dati macro statunitensi in miglioramento.

GBPUSD
Il cable continua a soffrire messo sotto pressione da forti vendite dopo le dichiarazioni del primo ministro britannico Theresa May sulla possibilità di un inizio formale delle negoziazioni con l’Unione Europea e invocazione dell’articolo 50. La sterlina scenda a 1.27 nel rapporto con il biglietto verde al minimo da tre decenni e non sembra intenzionata a recuperare, almeno nel breve periodo. Pesano infatti le prospettive di ulteriori tagli sui tassi da parte della Bank of England in un periodo in cui l’era easing sembra volgere al termine sia negli Stati Uniti sia in Europa.

USDJPY
Con il consolidamento dei mercati azionari e il recupero delle quotazioni petrolifere tornano le vendite sullo yen giapponese che, nel rapporto con il biglietto verde, arriva a consolidare l’area di 102.80 in apertura dei mercati europei, dopo una sessione asiatica all’insegna di una moderata fiducia. L’andamento delle quotazioni potrebbe vedere la prosecuzione dell’andamento laterale con possibile allungo verso area 103.20 in caso di conferma dei fondamentali USA in miglioramento nella seconda parte della giornata di oggi.

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