AUSSIE E KIWI SUI SUPPORTI

Appare decisamente interessante la situazione attuale sulle valute oceaniche, che sono state oggetto di forti vendite in questi ultimi mesi sulla scia delle aspettative per le mosse delle rispettive banche centrali.
L’“Aussie”, cioè il cambio fra il dollaro Usa e quello australiano, dopo aver raggiunto ad inizio ottobre il nuovo minimo degli ultimi quattro anni in area 0,8650, ha lentamente provato a recuperare terreno, risalendo questa settimana fin oltre l’area 0,89, per poi ridiscendere nelle ultime due sedute a 0,877 (complice la risalita del dollaro post “fine tapering”). Tecnicamente il trend di fondo appare ancora favorevole alla banconota verde, ma finchè non verrà violato l’importante supporto (che possiamo posizionare in area 0,865-0,87) potremo aspettarci ulteriori rimbalzi tecnici dei prezzi. In caso opposto potremo ipotizzare uno scenario decisamente negativo in caso di rottura di tali valori, con possibilità di nuovi rally ribassisti.
Non è molto diversa la situazione  sul “Kiwi” (così viene denominato in gergo dagli operatori il cambio fra dollaro neozelandese e quello americano), dove i prezzi si sono allontanati dai minimi dell’area 0,77, risalndo oltre quota 0,79, per poi tornare nelle ultime ore a 0,778.

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