AudUsd torna ancora sul luogo del delitto

L’Australia ha tagliato nel primo giorno del mese di ottobre i tassi ufficiali di interesse di altri 25 punti base portandoli allo 0.75%, un chiaro tentativo di ridare fiato all’economia e che stupisce per la velocità con cui ha preso corpo. Le dichiarazioni della RBA lasciano porte aperte a nuovi ribassi (già tre in questo 2019) per supportare crescita, piena occupazione ed inflazione.

Quest’ultima si mantiene al di sotto del target 2-3% fissato dalla RBA seppur in leggera risalita (1.6%) dal minimo di 1.3% del primo trimestre dell’anno.

Anche la banca centrale australiana, come del resto la maggior parte delle autorità monetarie mondiali che hanno agito in tal senso nel 2019, mette le tensioni commerciali Stati Uniti – Cina al primo posto di una serie di cause che stanno rallentando il commercio mondiale. Anche le dispute tra Corea del Sud e Giappone stanno impattando sugli investimenti verso l’Australia, paese fortemente dipendente da tutte e quattro le aree economiche citate.

L’economia rimane comunque solidamente sopra ad un tasso di crescita del 1% (ultimo dato del secondo trimestre +1.4% di crescita Pil) e molte cartucce sono state sparate da Governo e banca centrale. Oltre al taglio dei tassi anche i recenti tagli fiscali e le spese per infrastrutture hanno rilanciato le attese per una svolta nell’ultima parte dell’anno.

Al momento il Dollaro australiano non sembra riflettere la fiducia dei mercati nella capacità di ripresa dell’Australia.  Non siamo ancora ai minimi del 2008-2009 di 0.60 ma ormai siamo a 7 mesi consecutivi di calo per AudUsd ed anche i minimi del 2015-2016 sono stati violati.

L’egregio lavoro che ha svolto finora la media mobile a 200 giorni in qualità di resistenza ci mette nelle condizioni di sapere dove si andrebbe probabilmente ad esaurire un eventuale rimbalzo.

Rimbalzo che potrebbe prendere corpo qualora i supporti di 0.666/0.668 venissero nuovamente sollecitati, ma a giudicare dalla reazione di ieri forse i tori hanno fretta di entrare e non concederanno questa finestra di ingresso più favorevole.

Come vediamo dal grafico già in diverse occasioni il mercato qui si è rifiutato di forzare la mano, ma è evidente che più si fanno frequenti questi tentativi più il rischio di cedimento si alza.

Vedremo se questo rischio si concretizzerà anche sull’Aussie ma a mio modo di vedere si stanno piuttosto creando le premesse per un rimbalzo in contro tendenza. Questa ipotesi viene rafforzata dall’attuale posizione dell’oscillatore stocastico.

Ad agosto l’oscillatore precipitò in ipervenduto e dopo qualche seduta in aperta divergenza con i prezzi AudUsd rimbalzò.

Adesso ci risiamo. L’oscillatore è sceso in ipervenduto e sta uscendo da questa zona. I prezzi si sono mossi in sintonia con l’oscillatore ma una nuova zampata ribassista di AudUsd creerebbe le giuste premesse per quella divergenza finale che potrebbe alimentare un mini rally autunnale per la valuta australiana.

Credo comunque che metà posizione possa già essere aperta fissando lo stop sotto 0.666. Aumentare l'esposizione long Aud sopra 0.6805.

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2 - Commenti

Andrea Bottino

Andrea Bottino - 13 ottobre 10:36 Rispondi

Joe Salvatori

Joe Salvatori - 14 ottobre 09:06 Rispondi