AudUsd, i supporti reggono ed il taglio tassi è rinviato

La Banca Centrale australiana (RBA) martedì non ha tagliato i tassi di interesse di 25 punti base come da attese del mercato mantenendo il costo del denaro a 1.50%.

L’autorità monetaria è consapevole dell’ambiente di bassa inflazione nel quale sta navigando l’economia australiana, ma è la forza del mercato del lavoro (la disoccupazione è ai minimi degli ultimi 8 anni) ad incutere un po’ di timore nella RBA circa i conseguenti effetti di inflazione salariale nei prossimi mesi.

La storia dell’ultimo decennio sembra però raccontare una storia diversa. Ogni volta che il tasso di inflazione core è sceso sotto il tasso ufficiale (come ora), la riduzione nel costo del denaro è stata una mossa inevitabile per la RBA.

Vista la decisione di taglio dei tassi adottata proprio ieri  dai cugini neozelandesi ritengo che la mossa è solo rinviata e questo continuerà a mettere sotto pressione il Dollaro australiano.

AudUsd nelle ore precedenti la decisione sui tassi era precipitato sotto la pericolosa soglia di supporto psicologica di 0.70, un livello che da tempo sta tentando di arginare le pressioni ribassiste degli orsi.
Ma perché è importante questo livello? Intanto perché tra 0.698 e 0.70 si posizionano le chiusure giornaliere che il 2 gennaio e il 3 gennaio precedettero e conclusero il clamoroso flash crash di inizio 2019. In quei minuti di follia e confusione che serpeggiò nel mondo forex, AudUsd si inabissò  fino a 0.674 prima di chiudere per l’appunto a 0.70.

Da quel momento AudUsd ha tentato, senza successo, una reazione puntualmente arginata dalle resistenze fornite dalla down trend line primaria. Allo stesso tempo il cambio non ha mai chiuso sotto quella zona di prezzo compresa tra 0.698/0.70.

Una soglia significativa che se violata aprirebbe scenari inquietanti per il mondo delle commodities e per l’azionario emergente, due asset estremamente correlate all’andamento dell’Aussie.

Un cedimento in chiusura di giornata di 0.698 aprirebbe le porte ai minimi di 0.683 di gennaio 2016, scenario che metterebbe in estrema difficoltà la Banca centrale australiana che a quel punto tagliando i tassi in colpevole ritardo farebbe entrare l’Aussie in una spirale pericolosa. Andare oltre infatti alimenterebbe un calo fino ad area 0.60, il minimo che venne registrato ai tempi del fallimento di Lehman.

Gli oscillatori ancora non sono in ipervenduto e questo aumenterebbe la possibilità questa volta di uno sfondamento dei supporti.

Considerando la rilevanza dei supporti potremmo però anche essere di fronte ad una trappola per tori.

Al momento la strategia short rimane quella da mantenere ed incrementare sotto 0.6980. Stop sopra 0.7210.

Ciò che potrebbe rinviare il tentativo di rottura definitiva dei supporti da parte di AudUsd è legato alla stagionalità. Negli ultimi 20 anni a maggio l’Aussie è salito in ben 14 occasioni e lo stesso si può dire del mese di giugno con AudUsd su in 15 occasioni su 20.

Questo elemento può aiutarci nella strategia di medio periodo. Rimanere short accumulando eventuali nuove posizioni ribassiste tra maggio e giugno qualora si dovesse assistere ad un prevedibile rimbalzo di breve periodo per AudUsd.

---

Iscriviti al corso "SHORT TERM TRADING" per imparare il Trading Intraday e di breve termine, guarda il programma da QUI

---

0 - Commenti