Analisi settimanale su Eur/Chf

Dalla riunione di giovedi 19 settembre in pochi probabilmente si attendevano grosse sorprese dal board della banca centrale svizzera (SNB) e infatti le aspettative sono state confermate. Il governatore Thomas Jordan ha lasciato inalterato il costo del denaro a -0,75% sebbene qualcuno spingesse per portarlo a -1%. Con ogni probabilità è solo questione di tempo perché l'eccessivo rafforzamento del franco sta creando non pochi problemi all'export delle imprese elvetiche, tanto che le previsioni sul PIL sono state abbassate per i due anni a venire a 0.5% e 1 % dall'1,5% precedentemente pronosticato. Anche le aspettative di inflazione hanno subito una ritoccata, 0,4% per il 2019 da 0,6% e addirittura 0,2% per il 2020 da 0,7%.

Questi dati fanno pensare che la SNB agirà nell'immediato futuro sia sul fronte tassi ma anche e soprattutto intervenendo direttamente sul mercato come ha fatto sinora acquistando altre valute. Con ogni presunzione è attraverso questo secondo canale che è riuscita a mantenere il cambio Eur.Chf su livelli relativamente alti, sebbene non abbia ufficialmente stabilito un altro peg come quello rimosso nel gennaio del 2015, anche perché dopo il discutibile comportamento di quel giorno, probabilmente il mercato non riuscirebbe a percepire questa come una mossa credibile.

Ciò non toglie che la perdurante debolezza dell'euro e la pressione imponente del mercato spingano il cross verso livelli ancora più bassi  rispetto a quelli in cui giace in questo momento. L'analisi tecnica sul settimanale viene a supporto di questa ipotesi in quanto attualmente l'Eur.Chf si trova pienamente in un canale ribassista dopo che per un anno è rimasto incastrato in un intervallo di prezzi che aveva in 1,1515 il suo punto di resistenza e in 1,1160 quello di supporto. La chiusura della candela settimanale fa pensare a una reversal bar e nel momento in cui il prezzo dovesse rompere il minimo della candela stessa potrebbe continuare la sua discesa lungo la trendline inferiore dove troverebbe a 1,0616 un forte supporto da cui i prezzi dovrebbero avere una reazione spinti dalla banca centrale.

Nel caso, poco verosimile per la verità, in cui il supporto dovesse cedere, i prezzi potrebbero spingersi verso 1,0230 dove troverebbero un ostacolo ben più ferreo da superare. A quel punto un intervento deciso sarebbe pronosticabile, sebbene sorge sempre il dubbio che già la SNB si ritrovi le casse piene di euro che ad oggi non hanno grande valore. E' questa probabilmente la ragione vera del mancato ulteriore intervento nonostante abbia dichiarato che ha ampi margini di manovra e che rimangono le preoccupazioni sul mercato immobiliare e quindi tassi troppo bassi potrebbero generare impieghi basati solo sul debito, ovverosia surriscaldamento dell'economia.

Il franco svizzero, purtroppo, è una moneta particolare, troppo influenzata dagli eventi, in situazioni di crisi sarebbe eccessivamente sotto pressione come valuta rifugio ed è molto condizionata dalle azioni della banca nazionale elvetica che ne controlla l'andamento, ragion per cui l'analisi tecnica va sempre presa un pochino con le molle come la storia di questi ultimi anni ci insegna.

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