Agosto torrido per l'orso russo

Cade il petrolio e cade anche il Rublo russo. Per un’economia la cui crescita è ancora molto dipendente dall’andamento delle quotazioni del greggio questa correlazione è inevitabile e sedute drammatiche come quella di giovedì scorso sull’oro nero lasciano il segno anche sulla valuta di Mosca.

A dire il vero il taglio dei tassi di 25 punti base al 7.25% della settimana scorsa, seppur scontato ampiamente dal mercato, ha fornito un altro buon motivo per vendere Rubli. Soprattutto le parole di Elvira Nabiulina, il Presidente della banca centrale, hanno messo in tensione i mercati.

Ulteriori tagli sono infatti possibili per muoversi entro la prima metà del 2020 verso una politica dei tassi neutrale (tra il 6% e il 7%). Dopo il taglio dei tassi di giugno è quindi arrivato anche quello di agosto sulla scia di un livello di inflazione che sta scendendo più del previsto ed uscito a luglio al 4.6%.

Da gennaio 2015 ad aprile i tagli nel costo del denaro sono stati pari a 975 punti base, ma poi in settembre e dicembre 2018 la Russia ha provato ad invertire rotta inasprendo il costo del denaro di 50 punti base. Mossa illusoria e basata su una FED allora falco. Ora tutto il mondo emergente sta facendo marcia indietro e questo potrebbe sancire, almeno per ora, la fine di quella corsa che ha accompagnato alcune valute da inizio anno. Il Rublo tra le valute del G20 è risultato il migliore con una performance del 15% sulla sola valuta spot.

Dalle stelle alle stalle verrebbe da dire visto che la settimana scorsa il Rublo è stato viceversa la valuta peggiore con un calo superiore al 2%.

Un doppio massimo in area 62.5 ha favorito il recente ralaly di UsdRub la cui fase correttiva partita nell’estate scorsa si era fermata sull’ìmportante supporto appunto di 62.5, 50% di ritracciamento dell’intero rialzo maturata da inizio 2018 a estate inoltrata.

Con il violento movimento di giovedì e venerdì UsdRub si è riportato a ridosso di una resistenza chiave per il proseguimento della fase positiva iniziata un anno fa. Come si vede dal grafico sul massimo di venerdì si posiziona la media mobile semplice a 200 giorni nonché i tre massimi con cui a marzo, maggio e giugno il cambio ha cercato di invertire la sua tendenza bearish.

Abbastanza evidente quello che deve essere l’atteggiamento di un trader a questo punto. Chi vuole cavalcare il trend degli ultimi mesi qui dovrebbe vendere UsdRub con stop loss sopra 65.90. Chi invece confida in un agosto torrido per le local currency emergenti e le commodity sopra il livello sopra citato dovrebbe entrare lungo su UsdRub.

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