€ e $ Giorni difficili, Giorni felici !

Giorni difficili,  Giorni felici !


I nostri due big, euro come Dollaro, questi ultimi tempi ci mandano dei segnali contradditori mettendo a dura prova chi cerca di fare trading sul medio termine!


I fondamentali non sono cambiati, ovvero una relativa debolezza dell’euro e una relativa forza del dollaro corrispondente a:

- Un economia nella zona euro ancora debole, che non può farcela senza un pesante contributo della banca centrale;

- Un  economia Americana dove ormai sempre più voci chiedono che sia normalizzata la politica monetaria come prova della buona salute ritrovata. (le aspettative sono più meno le stesse per il Regno Unito, anche se là peseranno  le tensioni politiche legate al mantenimento del Regno Unito nella Comunità Europea!) 

Ciò premesso, le due valute da inizio marzo si muovono  a montagne russe con una  distorsione verso l’alto più netta da metta aprile per l’euro e una relativa svalutazione del dollaro.


In primis, Questi movimenti seguono la pubblicazione dei primi indicatori nella zona euro che sembrano segnare un leggero miglioramento quando gli Stati Uniti presentano risultati leggermente sotto le attese. (Da notare che i risultati europei oltre ad essere spinti dal QE della BCE sono anche da confermare, infatti per esempio se in Francia la crescita del primo trimestre 2015 è stata valutata a +0,6% invece la crescita per l’intero anno 2014 è stata finalmente ridimensionata a solo +0,2% contro le 0,4%  quindi ne risulta un’ulteriore peggioramento del rapporto indebitamento pubblico/PiL e della pressione fiscale che sfiora i 45% del Pil!!!)


Secondo elemento più strano, perché  contrasta la politica monetaria per mantenere i tassi bassi, è  il relativo apprezzamento dei rendimenti sul debito pubblico e in particolare sul Benchmark europeo il Bund a dieci anni. Dal minimo di 0,07% di meta aprile è passato a quasi 0,9% di questi giorni ovvero un apprezzamento dello 1200%!! Con un primo massimo relativo il 14 maggio che guardate a caso è stato anche un massimo relativo per l’€. E la spinta rialzista iniziata lunedì corrisponde à una nuova volata del Bund! Infatti, l’ottimismo mediatico sulla ripresa in Zona Euro non sarebbe  per niente condiviso dai mercati che considerano che domina l’incertezza con la Grecia, sulla capacità dell’economia a crescere e i governi a riformare …  Pero il QE dovrebbe prima poi calmare questo riscaldamento congiunturale del Bund.


Terzo elemento e più strutturale, presentato nella RoadMap 2015, e si tratta del freno che ripresenta la bilancia dei pagamenti correnti positiva della zona euro, un freno che diventa sempre più importante quando l’Euro si svaluta (Infatti meccanicamente l’eccedente della bilancia dei pagamenti aumenta con la svalutazione della moneta!). Con l’eccedente attuale Il punto d’equilibrio sarebbe stimato tra 1,14 e 1,16€$!


Quindi sapendo che il cammino di crescita in Zona Euro non sarà del tutto lineare, che il QE della BCE con tassi di riferimenti bassi sta per durare, che verosimilmente la FED quest’anno farà un ulteriore passo verso la normalizzazione della sua politica monetaria, e che in fine un apprezzamento del € limiterebbe  il margine di crescita (effetto sulla competitività in valore), non è da escludere il proseguimento del trend dominante ribassista che potrà portare l’€ alla parità con il $!(vedere RoadMAp2015)


Tuttavia nel medio termine dovremo fare con una volatilità assai elevata, con un euro relativamente più forte. Quindi nell’orizzonte del trading, al momento non ha senso tenere posizioni short (o long) per settimane che anche se profittevole, utilizzano del margine che potrebbe essere sfruttato con operazioni intraday o al massimo su 2 a 3 giorni.


Per esempio sul €$ l’analisi del grafico a 4 ore permette d’identificare con una buona precisione le Onde di Elliott e di usare la linea di MM21 associata allo Stocastico e il RSI  per entrare long.
Entrare long quando il prezzo viene tagliare la MM21 al rialzo a un momento in cui lo stocastico è < 30 + RSI in zona bassa o neutra, Il primo target viene dato dell’analisi dell’onda d’Elliott, più l’ultima correzione ribassista sarà stata importante sull’ultimo massimo relativo più il potenziale di crescita sarà forte. Cmq un primo target può essere il livello del precedente massimo relativo da aggiustare con i livelli prossimi di resistenza identificati e/o superati (di solito chiudo una parte della posizione quando raggiunge questo livello e metto il SL a pari). Il SL si trova al livello del precedente minimo relativo dell’onda d’Elliott corrente (Onda 2/5 o 4/5). Questo funziona con un onda rialzista va Ca va sans dire!


Per i Short, la tecnica è quella presentata nella RoadMap2015 per €Yen che utilizza la configurazione delle candele  relativamente alla posizione del RSI e dello Stocastico. Il target non viene stabilito a priori, si può cercare di raggiungere un livello di supporto precedente o un supporto dinamico (trend line MM) . Il stop loss invece si mette sul precedente massimo relativo di Onda di Elliott e appena possibile a pari.


Nota: se il movimento ribassista interviene dopo un massimo relativo d’Onda (5/5), la rottura della MM21 al ribasso su TFOO4 con stocastico >60 e RSI in zona alta può essere l’occasione di giocarsi  l’Onda di correzione in 3 tempi di cui 1 rialzista.


Combinando queste due tecniche quindi si può avere simultaneamente posizioni long e short ma con un orizzonte di conclusione diverso. Ovviamente non si prende mai un'onda interramente ma al meno qualche profitto si puo fare ... Tranne per l’ultimo caso indicato inquarto andrebbe a SL una posizione long precedentemente aperta e non conclusa!

Cordiali saluti

JcD

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