Un settore un pò dimenticato, il Biotech

Il settore delle biotecnologie sembra essere stato messo un po’ ai margini negli ultimi tempi sommerso da “temi” di ogni tipo più attraenti e moderni agli occhi degli investitori.

Auto elettriche, blockchain, infrastrutture sono solo alcuni dei temi sui quali si appoggiano ETF di recente emissione.

Eppure il settore delle biotecnologie non è più una promessa come ai tempi della bolla internet del 2000 quando Jeremy Rifkin pubblicò il libro “Il secolo biotech”.

Tra il 1998 e il 2000 l’indice Nasdaq Biotech salì del 555% toccando un massimo che richiese 13 anni prima di essere recuperato.

La seconda ondata di rialzo dei prezzi nel settore biotech arrivò con la fine della crisi del 2008 ed ebbe una durata più lunga rispetto a quella da bolla speculativa del 2000 (7 anni) ma una crescita assoluta molto similare visto che il massimo del 2015 suggellò un rialzo del 610%.

Quel massimo storico è rimasto tale visto che da quel momento, ed in modo divergente rispetto allo S&P500 e al Nasdaq Composite, il settore Biotech ha cominciato una fase laterale correttiva che persiste.

Al momento siamo circa il 20% sotto ai massimi, quindi in bear market.

Nel 2000 il fatturato delle società biotecnologiche nel mondo  era di 20 miliardi di dollari, le attese per il 2024 sono di 775 miliardi di Dollari per un tasso di crescita del 9.9% dai valori di fine 2018.

Uno dei fattori che continua a rendere particolarmente frizzante il settore sono le frequenti operazioni di aggregazione/fusione con premi spesso superiori al 50% delle quotazioni di mercato.

Detto questo rimane un dato di fatto. Il mercato da tempo è piuttosto incerto su questo settore con una direzionalità che sostanzialmente è assente da tempo. La media mobile a 200 giorni dell’indice Nasdaq Biotech Index è sollecitata in queste settimane, ma un suo sfondamento non comprometterebbe a mio modo di vedere il disegno di lungo periodo;  una figura che sa tanto di accumulazione.

Ed allora con quali strumenti a replica passiva e basso costo è possibile investire attualmente in Italia per cavalcare il tema biotech?

Al momento l’unico ETF con una buona capitalizzazione quotato in Italia è l’Invesco Nasdaq Biotech.

ETF che investe quasi esclusivamente in azioni americane biotecnologiche con un costo dello 0.4% ad accumulazione dei dividendi.  I componenti sono ponderati in funzione della capitalizzazione di mercato, ma i 5 titoli maggiori hanno un cap all’8% ciascuno mentre gli altri titoli hanno un cap al 4%.

Da segnalare anche che l’ETF non è a replica fisica, ma come emerge dal KIID ricorre all’uso di swap unfunded generando quindi un portafoglio diverso da quello dell’indice pur con una replica molto fedele grazie alle operazioni di swap tra fondo e controparte. 

E come cita il KIID nella voce associata ai rischi degli ETF sintetici “poiché il Fondo persegue il proprio obiettivo ricorrendo all’uso di swap, potrebbe essere esposto ai rischi associati a titoli diversi dagli elementi costituenti dell’Indice di riferimento. Il Fondo è esposto inoltre al rischio di fallimento o di qualsiasi altro tipo di insolvenza della controparte in relazione a eventuali operazioni di negoziazione perfezionate dal Fondo”.

E’ sempre utile ricordare che anche gli ETF hanno al loro interno degli elementi di rischio che, seppur remoti, vanno tenuti in considerazione.

Per chi crede quindi in questo tema legato alla salute e all'invecchiamento della popolazione, l’ETF è servito.

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