Tre idee per scommettere… sul rialzo dei tassi

Il taglio dei tassi da parte della FED nell'ultimo meeting di politica monetaria era previsto ed è arrivato. Viene così ufficialmente interrotto un ciclo di rialzo cominciato a dicembre 2015 culminato con l’ultimo ritocco all’insù a dicembre 2018.

Anche la BCE sembra avviata verso una politica di maggiore easing monetario con un taglio del costo del denaro che andrebbe ad ampliare i già negativi tassi di -0.4%.

Allora perché questo titolo così provocatorio nell’articolo di oggi?

Il motivo è legato al fatto che viviamo tempi eccezionali e di corto circuito dell’intero mondo obbligazionario. Arrivare sui massimi del mercato azionario e contemporaneamente con una buona fetta dell’obbligazionario mondiale a tasso negativo è già di per un’anomalia sufficiente a far pensare che tutto può succedere.

Il mercato dei bond già scontava i tagli nei tassi, ma con una curva dei rendimento estremamente piatta (invertita prima sulla scadenza 3 mesi – 10 anni USA ed ora su quella 2 anni - 10 anni), ridurre la duration e cercare di ridurre di conseguenza i rischi su un investimento obbligazionario appare saggio.

Naturalmente se i tassi in America scenderanno ancora investire in prodotti short term duration ridurrà gradualmente il flusso cedolare. Allo stesso tempo un ribasso dei tassi potrebbe incoraggiare la crescita economica e quindi aumentare i rendimenti sulla parte più lunga della curva dei tassi con evidenti perdite in conto capitale per i possessori di bond a lunga scadenza.

Tre sono gli ETF che a mio modo di vedere possono offrire la protezione da questo rischio di bolla speculativa sui bond o semplicemente di normalizzazione dei rendimenti a lunga scadenza.

Il primo è un ETF di iShares $ Floating Rate Bond quotato a Milano.

ETF globale a distribuzione semestrale dei dividendi completamente composto da emissioni corporate. In questo caso il rischio duration è inesistente (0.14 quella effettiva) ed il rendimento medio da distribuzione è del 2.7%, merito soprattutto dell’esposizione alle emissioni nordamericane. Essendo un fondo globale la diversificazione geografica e valutaria c’è ma bisogna tenere presente che il primo paese rappresentato sono gli Stati Uniti con un peso del 55% seguiti dal Canada al 6%. ETF ideale per chi vuole rimanere investito in bond a tasso variabile senza correre rischi di duration.

Il secondo ETF che propongo è un lo SPDR 1-3 mesi T-Bill quotato in Germania e di recentissima emissione. TER di 0.1% come per l’ETF floating di iShares, in questo caso abbiamo un’esposizione integrale al T-Bill americano, ovvero alle emissioni 1-3 mesi naturalmente in Dollari. Alter ego dell’ETF ma con esposizione integrale agli Stati Uniti ideale per chi cerca lo strumento più sicuro e meno volatile al mondo ovviamente al lordo dell’effetto cambio.

Il terzo ETF ha sempre come sottostante il Dollaro americano e titoli di stato emessi dagli USA, ma ha il pregio di proteggere l’investitore dall’aumento dell’inflazione senza praticamente correre il rischio duration. Sto parlando dell’ETF  iShares Tips 0-5  anch’esso quotato in Germania ed il cui perimetro di investimento è rappresentato dai TIPS (gli inflation linked americani) con scadenza compresa tra 0 e 5 anni. Rischio cambio 100% Dollari ma possibilità di incassare un inaspettato aumento dell’inflazione senza rischio di perdere nel prezzo dei bond.

Per coloro che cercano di ridurre il rischio tasso nel proprio portafoglio di investimento non c'è che l'imbarazzo della scelta.
 

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