Smart City e Smart Factory: due ETF forse un pò troppo Smart

  • Non si fermano le nuove emissioni di ETF tematici;
  • Amundi ha quotato in questi giorni due ETF Smart City e Smart Factory;
  • L'obiettivo è quello di andare a coprire settori di mercato innovativi. Luci ma anche qualche ombra sui prodotti in questione.

Il mondo degli ETF sforna ormai a ritmo continuo nuovi prodotti tematici che cercano di incontrare i desideri di investitori alla ricerca di qualcosa che faccia sognare rendimenti da favola grazie alla scoperta del settore del ventunesimo secolo.

Personalmente sono contrario a questa filosofia e penso che un ETF tradizionale indicizzato agli indici a maggior capitalizzazione abbia, nel lungo periodo, un senso oltre che un grado di liquidità e di continuità nel tempo che tanti ETF tematici, nati di recente, non hanno e non avranno mai.

Amundi è comunque in prima fila nel lancio di nuovi ETF tematici ed uno degli ultimi nati è lo Smart City.

Facendo leva sulla crescente urbanizzazione a livello mondiale combinata ad una tecnologia sempre più invasiva, questo ETF mira a permettere all’investitore di mettere denaro su società quotate attive nelle infrastrutture digitali e sociali in grado di migliorare la vita nelle città con un occhio di riguardo anche alla sostenibilità ambientale.

Con spese correnti tutto sommato contenute e pari a 0.35% annuo, Amundi si affida alla società tedesca Solactive nell’individuare il benchmark di riferimento dell’indice, ovvero il Solactive Smart City. Leggendo il KIID si nota subito una cosa che mi piace poco. Il comparto mira a conseguire un livello di tracking error normalmente non superiore al 1%.

Ricordo che la tracking error misura lo scostamento tra l’andamento dell’attività ed il suo indice di riferimento. Più alti sono i valori del tracking error teoricamente più alta è la gestione attiva. Qui però siamo dentro un ETF e la gestione attiva non la vogliamo proprio.

L’ETF investe in società appartenenti a 6 categorie. Infrastrutture pubbliche, tecnologia, e-commerce, smart home, intrattenimento e sanità. Sempre scorrendo il KIID arriva il secondo elemento che mi convince poco. La replica dell’indice sarà indiretta tramite total return swap che genera il rendimento dell’indice.

Tutto questo comporta che l’acquirente dell’ETF non possiederà fisicamente le società pubblicizzate sui factsheet, ma solo una minima parte di queste.

A livello di ripartizione geografica gli Stati Uniti dominano con il 40% della copertura seguiti da Cina (12%) e Giappone (7%). Il primo rappresentante dell’Europa è la Germania con il 5% del peso geografico.
A livello settoriale i ciclici fanno un terzo del portafoglio seguiti con il 20% del peso dagli industriali, poi da telecom al 15%, nuove tecnologie al 14% e farmaceutica al 13%.

Poco conosciuti i nomi delle prime società in portafoglio per peso. Amedisys, LHC, Compugroup, Adduss, Cerner sono solo un esempio di un ETF certamente vulnerabile nei momenti di maggiore volatilità dei mercati quando la liquidità scompare con ovvie conseguenza anche su strumenti ETF come questi che vedono ampliarsi il bid ask sul book di negoziazione.

La capitalizzazione minima delle società comprese nell’ETF è di 1 miliardo di Euro con un peso massimo per ciascuna azione del 2%. Esiste anche un criterio di esclusione per quelle società che sono coinvolte nella produzione di armi.

In abbinamento all’ETF Smart City Amundi ha quotato anche un altro ETF che di nome fa Smart Factory e che comprende società operative nelle cosiddette fabbriche intellingenti. Robotica, Big Data, Cloud, Cyber Security, Internet delle cose, stampanti 3D sono i temi prevalenti all’interno di uno strumento le cui caratteristiche tecniche sono identiche a quello dello Smart City.

Due ETF che fanno molto marketing con alcuni difetti tipici dei tanti tematici che stanno affollando in modo forse eccessivo il parterre degli ETF quotati.

---

Ancora poche ore per iscriversi al corso "Fare soldi come le Big Banks" con lo sconto del 40%

Clicca QUI per maggiori info e iscrizione

---

0 - Commenti