Si risveglia l'Health Care

Nell’articolo del 10 settembre avevamo parlato di un settore un po’ dimenticato dagli investitori, quello delle biotecnologie. In un periodo in cui fioriscono temi di ogni tipo, l’investimento su settori più tradizionali (sempre che di tradizionale si possa parlare quando parliamo di biotech) non andava trascurato soprattutto se il mercato è rimasto indietro in termini di forza relativa rispetto all’indice principale. 

Da quel 10 settembre l’ETF Invesco Nasdaq Biotech è sceso di altri 2 punti percentuali fino a toccare un minimo ad inizio ottobre prima di un  rally bruciante di quasi il 10%.

Ma questo è un tema di lungo periodo e la considerazione fatta per il biotech vale anche per il settore ben più strutturato e capitalizzato dell’health care inteso in senso più allargato.

Settore storicamente a beta inferiore di 1, In termini di forza relativa rispetto ad un indice azionario mondiale il settore sta facendo peggio dal 2015, ma questa fase appare più di consolidamento che non di inversione di tendenza. Basti pensare che dal 2011 al 2015 il settore health care ha raccolto una performance annua del 18% contro l’8% di un azionario mondiale.

Dalla fine del 2015 ad oggi la sottoperformance del settore health care si è esplicitata con un 7,5% annuo a fronte di un 11% annuo dell’azionario mondiale.

I 5 mesi consecutivi di rialzo hanno riportato così a ridosso dei  massimi assoluti il settore europeo legato alla cura della persona .

Lo stesso settore, ma a livello mondiale, ha fatto registrare a sua volta un nuovo massimo storico grazie ad un mese di ottobre particolarmente frizzante. Il grafico mostra proprio il break in atto  delle resistenze.

A spingere verso l’alto i titoli del settore negli ultimi giorni gli ottimi dati a Wall Street di Merck e Pfizer. Il settore è però particolarmente effervescente sotto il lato delle M&A. Due delle tre operazioni di fusione ed acquisizione più importanti del 2019 sono relative al settore health care. L’acquisizione da parte di Bristol-Myers Squibb della società di biotecnologie Celgene per 93,4 miliardi di dollari occupa il primo posto nella speciale classifica delle M&A, mentre al terzo posto troviamo l’operazione con cui l’americana AbbVie ha annunciato l’acquisizione della rivale Allergan.

A Milano sono quotati due ETF che possono risultare di particolare interesse per l’investitore italiano.
Il primo è lo SPDR Msci Europe Health Care che investe naturalmente nelle società del settore farmaceutico con una forte esposizione al mercato svizzero. Il 40% infatti delle società sono quotate nel paese elvetico, seguite da un 20% di società britanniche.

Un fattore, quello valutario, da tenere presente per chi investe in questo ETF. Il portafoglio dell’ETF è composto da 34 società con un dividend yield di 2.8%. Roche, Novartis ed AstraZeneca i primi tre nomi percentualmente rilevanti all’interno dell’ETF.

Allargando lo sguardo a livello mondiale il secondo ETF che segnalo è l’ETF xTrackers Msci World Health Care che vede naturalmente un’esposizione verso gli Stati Uniti importante (68%), seguita dalla Svizzera (9%). Maggiore il numero delle società rappresentate (144), minore il dividend yield 1,9%, a fronte naturalmente una diversificazione più ampia dei rischi.
 

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