Scommettere sul Giappone ma a cambio coperto

Un investitore giapponese che nel 1990 avesse deciso di puntare i propri risparmi sulla borsa giapponese  basandosi sul detto che nel lungo periodo gli investimenti azionari crescono sempre di valore, si ritroverebbe dopo quasi 30 anni al punto di partenza.

Il Nikkei infatti viaggia attorno a quei 22 mila punti che arginarono il primo troncone di ribasso dopo lo scoppio della bolla speculativa degli anni ’90 in cui i film di un' America invasa dai rampanti manager giapponesi impazzavano sul grande e piccolo schermo.

Qualcuno osserverà che l’azionario va considerato in versione total return e comprensivo dei dividendi. Giusto, ma quelli giapponesi sono stati talmente magri negli ultimi 30 anni che l’inflazione se li è mangiati praticamente tutti e questo non sposterebbe granchè il bilancio finale.

Detto questo veniamo ai giorni nostri.

La correlazione inversa tra borsa giapponese e Yen rimane sempre molto spiccata. Su base annuale la correlazione negativa tra Nikkei e JpyUsd è pari a -0.85, il che significa che alla debolezza dello Yen va prevedibilmente associata una forza di equity giapponese e viceversa.

Questo mi porta subito ai due grafici, quello di UsdJpy e quello della borsa giapponese.

Per quello che riguarda il cambio siamo di fronte ad un bivio che potrebbe in effetti dare il via ad una maggior debolezza dello Yen e di conseguenza di forza della borsa nipponica.

Il testa e spalla in formazione su UsdJpy, nonché il test della media mobile a 200 giorni mette il livello di 109 al centro dell’attenzione.

Un suo sfondamento verso l’alto nelle prossime settimane avrebbe impatti intermarket notevoli (oro in calo) e una bella spinta bullish per il Nikkei.

Per chi volesse sposare questo scenario lo strumento più utile dovrà, alla luce delle considerazioni fatte sopra, essere un ETF con il rischio di cambio coperto.

Fortunatamente per noi italiani, a differenza degli strumenti che coprono il cambio Dollaro Usa, verso lo Yen non si deve sostenere un costo per eliminare il rischio valutario.

Esistono diversi ETF con annessa copertura del rischio cambio quotati a Milano, ma tra tutti segnaliamo tre ETF aventi come sottostante tre indici:

iShares MSCI Japan Eur hedged
Amundi Japan Topix
Amundi JPX Nikkei 400

Andando sul grafico della borsa giapponese la struttura grafica è indubbiamente interessante e sembrerebbe confermare la possibilità di vedere uno Yen più debole nei prossimi mesi. Serve un ultimo sforzo con la definitiva violazione di 109.

Il Nikkei nel corso del 2019 per ben tre volte è andato a testare la media mobile a 200 giorni riuscendo a rimanere sempre al di sopra della up trend line che guida il bull market dal 2012. A confortare anche il tentativo (per ora timido) di uscire dalla fase ribassista cominciata nel 2018.

Mettendo insieme i pezzi del puzzle possiamo perciò dire che un UsdJpy sopra 109 sarà probabilmente il lasciapassare tecnico per andare lunghi di borsa giapponese utilizzando rigorosamente strumenti a replica passiva con rischio di cambio coperto.

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