Rassegnati ai tassi negativi? Contrarian con gli ETF Inverse

I rendimenti obbligazionari stanno crollando in ogni parte del mondo sull’onda della guerra commerciale che sta riprendendo inerzia tra Stati Uniti e Cina, ma anche su focolai di crisi che prendono corpo anche a livello regionale come i casi di Sud Corea – Giappone e UK-Euro stanno dimostrando.

Nessuno è disposto a tollerare in questo momento storico una recessione o ancora peggio una crisi sui mercati finanziari. Stiamo rientrando in una spirale di bassa inflazione se non deflazione ed una gelata su consumi ed investimenti porterebbe i prezzi al consumo sotto lo zero, soprattutto in quella componente aspettative future che sia Powell che Draghi temono fortemente.

I mercati obbligazionari questa fase la stanno però già scontando, o meglio stanno scommettendo forte su un prolungato periodo di tassi reali negativi con il rally dell’oro che conferma questa ipotesi. I rendimenti sui bond a lunga scadenza quindi precipitano ed in alcune aree del mondo la curva dei rendimenti è completamente negativa.  Le banche centrali corrono così al riparo cercando di assecondare la voracità di mercati che chiedono a gran voce interventi di iniezione di liquidità tramite nuovi tagli nei tassi e QE.

Ecco quindi che le mosse di easing monetario si moltiplicano sia nei paesi sviluppati (vedi FED) sia nei paesi emergenti  (l’India è l’ultima in ordine di tempo); per non parlare dei paesi esposti al ciclo delle commodity. Questo è ad esempio il caso della Nuova Zelanda la cui banca centrale sembra essere entrate in modalità panico tagliando a sorpresa il costo del denaro di mezzo punto portandolo al minimo storico del 1%.

Logico pensare che qualche bolla speculativa tutto questo denaro facile la innescherà, ma se la bolla stessa fosse presente sul mercato dei bond? Al momento nessuno li ha ancora presi in considerazione come strumenti speculativi per scommettere su un improbabile rialzo dei tassi, ma quotati a Milano esistono diversi ETF “inverse” anche a leva che per l’appunto scommettono sul ribasso del mercato obbligazionario e quindi sul rialzo dei tassi.

Acquistando questi prodotti inverse sul mercato obbligazionario viene assuntaa praticamente una posizione negativa di duration in modo da sfruttare il rialzo eventuale dei tassi di interesse (perdente per un classico bond) trasformandolo in una strategia vincente.

La creazione di una strategia al ribasso sui bond ha varie sfumature, ma cercando di semplificiare l’ETF riceve i 100 Eur dall’investitore, li investe al tasso monetario (negativo oggi), prende a prestito i titoli e poi li vende sul mercato ricevendo altri 100 Eur che investe sempre al tasso monetario. In questo modo l’esposizione short ai titoli obbligazionari governativi è operativa e solo nel momento del riscatto l’ETF procederà alla chiusura del prestito titoli. In utile o in guadagno a seconda dell’evoluzione dei prezzi e quindi dei tassi di mercato.
Strategie queste che funzionano bene sulle singole giornate, ma che cominciano a subire dei problemi di replica nel medio periodo.

Per mantenere infatti l’obiettivo di investimento intatto l’ETF ribilancia giornalmente la sua esposizione con l’investitore che potrebbe vedere la sua partecipazione al sottostante scendere nel corso del tempo. La cosa si fa ancora più problematica in caso di prodotto a leva. 

Naturalmente un singolo investitore al dettaglio non riuscirebbe (se non con costi elevatissimi) a ribilanciare quotidianamente questo paniere. Quindi via libera agli strumenti inverse.

Tra i più liquidi e capitalizzati in quotazione a Milano segnaliamo il Lyxor Bund daily short (anche in versione leva 2) e il Lyxor BTP daily short (anche qui con leva 2) .

Questi due strumenti vanno short sul future mentre altri due ETF come Xtrackers Short iBoxx EUR Sovereigns Eurozone e Amundi ETF Short Government Bond EuroMTS Broad Investment Grade 10-15 vanno short su un indice di obbligazioni governative europee.

Se volete speculare su una risalita dei tassi il menù è servito.

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