Maggio: fuga record dagli Etf azionari Usa

Continuano i deflussi di capitale dall’azionario, deflussi che a maggio hanno colpito anche gli Etf azionari. Andando a guardare i numeri pubblicati in un report di State Street Global Advisors, si parla di circa 20 miliardi di dollari in meno (19,9 per la precisione).

I numeri della fuga

La fuga dai fondi quotati ha registrato il suo record storico, record che infrange anche il precedente del 2014, pari a 19,7 miliardi di dollari. I settori maggiormente coinvolti nelle vendite sono stati i finanziari, la tecnologia, i materiali industriali e quello dell’energia. Chi è riuscito a resistere, in quanto settore difensivo per eccellenza, è stato quello delle utility. A rimetterci è stato anche l’ indice S & P 500 che a maggio ha perso oltre il 6,5% andando a chiudere il primo mese negativo del 2019.

Ma dove sono andati i capitali?

In linea di massima, gli investitori sono fuggiti verso obbligazioni governative statunitensi che, nel frattempo, hanno visto crollare il proprio rendimento ai minimi da circa 20 mesi. Si tratta di quegli stessi bond che da sempre sono visti come rifugio sicuro nella tempesta, tempesta che, da qualche tempo, è rappresentata dalla battaglia commerciale la quale, a sua volta, potrebbe investire non più solo l’orizzonte cinese ma anche quello messicano. Trump, infatti, si è detto intenzionato a imporre dazi anche al Messico nel caso in cui la nazione vicina di casa non prenda iniziative concrete per frenare il flusso di migranti illegali verso gli Stati Uniti.

Freni anche sull'obbligazionario

C’è però da sottolineare che anche i flussi verso l’obbligazionario, nel loro complesso, sono stati limitati dal calo dei settori più rischiosi, come ad esempio i bond dei mercati emergenti. Anche in questo caso sono i numeri a dare la conferma. Gli ETF del Tesoro statunitense hanno attratto più di $ 5,6 miliardi a maggio, mentre gli ETF obbligazionari ad alto rendimento hanno perso circa $ 3 miliardi.

Come è facile intuire, il fuggi fuggi generale si è visto dopo il famoso tweet del 5 maggio quando il presidente Usa Donald Trump avvisava di uno stop nei colloqui per la soluzione dei dazi commerciali con la Cina. Da quel punto in poi c’è stato un continuo sell off sull’azionario che ha portato molti a ricordare l’antico adagio del sell in May and go away.

Sell in May

Una regola non scritta che, questa volta, si è realizzata grazie per lo più ad un vero e proprio cigno nero, ovvero uno di quegli eventi imprevisti che, però, potrebbero sempre accadere. Infatti il messaggio dell’inquilino della Casa Bianca ha colto tutti di sorpresa, soprattutto se si pensa che lo stesso Trump si era dichiarato più volte ottimista sull’arrivo dell’accordo a breve.

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