Le auto elettriche sono il futuro? Ecco l'ETF...

Quotato da pochissimi mesi anche su Borsa Italia, l’ETF iShares Electric Vehicles and Driving Technology (IE00BGL86Z12) , è uno dei tematici più interessanti e concreti nel panorama dei vari fondi ed ETF a tema.

A differenza di strumenti molto modaioli come quelli basati sull’invecchiamento della popolazione o sull’acqua piuttosto che sulla protezione dell’ambiente, enormi calderoni con tante azioni anche a larga capitalizzazione che “teoricamente” operano in un business correlato al tema, in questo caso da quello che si comprende vedendo il paniere dei titoli in portafoglio il settore sul quale si opera è decisamente più mirato e l’etichetta di iShares ECAR mi pare azzeccata.

L’indice  sottostante l’ETF di iShares replica un paniere di società che si occupano di mobilità elettrica. La replica è fisica, ad accumulazione senza copertura del cambio. Il TER è di 0.4% annuo, nemmeno esagerato per un tematico di questo tipo.

L’indice sottostante è lo  STOXX® Global Electric Vehicles & Driving Technology.

Estrapolando dal KIID la missione dell’ETF leggiamo che “ Le società incluse nell'Indice sono esposte a veicoli elettrici e tecnologie di guida assistita, incluse le società coinvolte nella produzione di veicoli elettrici e autonomi, fornitori di batterieper veicoli elettrici e altri fornitori nella catena di approvvigionamento di produttori di veicoli elettrici e autonomi, come determinato dal fornitore dell'indice. Perrisultare ammissibili all'inclusione nell'Indice, tali società devono (i) avere un volume medio trimestrale negoziato giornalmente superiore a 1 milione di euro (EUR); (ii)avere una capitalizzazione di mercato rettificata al flottante superiore a 200 milioni di euro (EUR); (iii) generare almeno il 50% del proprio fatturato (45% per icomponenti esistenti dell'Indice) da uno o più dei seguenti settori: produzione di veicoli elettrici, fornitori di batterie per veicoli elettrici e/o catena diapprovvigionamento di produttori di veicoli elettrici, come determinato dal fornitore dell'indice (il "Filtro del fatturato".

Non siamo alla perfezione (nessuno dei tematici in circolazione lo è), ma osservando i primi titoli in portafoglio è evidente come siamo di fronte a società molto specializzate. Cooper Standard, Futaba, Adient, Iljin sono i primi 4 e non possono certamente essere annoverati tra quelli più celebri dell’industria automobilistica. Allo stesso tempo la presenza di nomi come Panasonic piuttosto che Nvidia mettono in chiaro come questo non è un ETF solo automotive, ma trasversale hich tech – auto.

La stessa diversificazione geografica dell’indice (31% USA, 26% Giappone, 10% Corea, 8% India, 7% Germania) presenta una mappatura mixata tra paesi sviluppati ed emergenti rendendo l’investimento un aggregate tra settore industriale e tecnologico mondiale.

Dal sito di iShares è interessante anche verificare i fondamentali di questo indice. Non male per essere un settore teoricamente growth. Il Price earning dichiarato è 10.6, il rapporto Price Book Value 1.2.

Naturalmente non sono tutte rose, ma di certo la correzione che da oltre un anno e mezzo coinvolge questo settore e che ha portato l’indice di riferimento a perdere oltre il 30%, non invoglierebbe ad entrare a mani basse sull’ETF.

Credo che le tensioni sulla trade war e soprattutto la minaccia di Trump di imporre dazi al settore auto europeo ha inciso sulle performance.

Come qualsiasi prodotto tematico scommettere su una specificità di mercato può rivelarsi un abbaglio colossale come una grande intuizione, ma siccome sposo la corrente di pensiero che mixa analisi tecnica  e fondamentale il consiglio è quello di agire con prudenza e a piccole dosi.

Pur affascinante che sia un tema, prima di tutto bisogna verificare se lo stesso è adeguatamente diversificato a livello mondiale.

Si compra quando i prezzi sono scesi e questo è il caso.

I fondamentali appaiono interessanti, ma l’analisi tecnica ancora non ci segnala che il bear market è finito. Il superamento della media mobile a 1 anno posizionata circa un 5% sopra i livelli attuali potrebbe essere un primo segnale di ingresso.

Banale dirlo, ma un tematico a mio modo di vedere non dovrebbe comunque andare oltre il 5% di porzione di qualsiasi portafoglio di investimento. Ed ovviamente questa considerazione vale pure per il settore della mobilità elettrica che probabilmente coinvolgerà tutti quanti nel prossimo ventannio.

2 - Commenti

Fiorenzo Fontana - 11 luglio 15:34 Rispondi

Molto interessante. 

Fiorenzo Fontana - 11 luglio 15:38 Rispondi

Sono convinto che sia un'ottima idea d'investimento.