La parità di genere in versione ETF: investire nel gender parity

  • Il tema della parità di genere sta assumendo sempre più importanza a livello mondiale;
  • Uno studio McKinsey ha dimostrato che le società Gender Equality hanno maggiore probabilità di ottenere una reddività maggiore;
  • A Milano sono quotati ben tre ETF che investono sul tema della Gender Equality.

La fantasia del marketing finanziario non ha limiti e soprattutto sugli indici tematici stiamo assistendo al fiorire di tanti strumenti che replicano temi più o meno gettonati anche sui media.

Uno di questi da diversi anni è sicuramente quello della parità di genere.

Secondo i dati del SDG Gender Index 2019 solo l’8% dei 129 paesi misurati ha ottenuto un punteggio buono per i progressi compiuti nella parità di genere. Il dato preoccupante è che il restante 80% ha ottenuto una votazione bassa. L’Italia non si posiziona malissimo (19esimo posto) davanti all’Estonia e dietro alla Francia. La Danimarca in questo senso è il paese dove la parità di genere ottiene il punteggio massimo.

Come investire allora nella tendenza del gender parity? A Milano sono attualmente quotati ben tre ETF sul tema Gender Equality. Tutti quanti si chiamano Global Gender Equality, ma gli emittenti sono Lyxor ed Ubs. La società svizzera offre un ETF globale a cambio coperto Eur hedged mentre gli altri due ETF sono a cambio coperto.
Masse ancora modeste (il più capitalizzato è il fondo hedged di Ubs con oltre 60 milioni di Euro) ma spese correnti tutto sommato modeste e comprese tra 0.2% e 0.3% anno. 

L’ETF di Lyxor sul quale ci focalizziamo oggi nasce nel 2017 con lo scopo di permettere agli investitori di investire in strumenti a replica passiva di un paniere di società che offrono alle lavoratrici femminili pari opportuntità non solo in termini di stipendio, ma anche di cariche manageriali e di carriera.

Tutto parte dal cosiddetto “gender dividend”, ovvero quegli importanti benefici economici collegati al genere femminile. Ad esempio, in un suo approfondimento dedicato al tema, Lyxor cita il dato che nel 2028 le donne saranno responsabili del 75% degli acquisti di beni di consumo. L’associazione immediata che viene spontanea è che avere donne manager all’interno delle aziende mette in maggiore sintonia il business con la domanda di mercato.

Uno studio McKinsey ha mostrato anche come le società che favoriscono l’eguaglianza di genere hanno un 21% di probabilità in più di sovra performare i propri competitor in termini di redditività misurata dal margine operativo lordo.

Nello specifico dell’ETF di Lyxor la partnership con la società Equileap, specializzata in ricerche sulla gender equality, ha permesso di costruire un database di aziende che soddisfano i requisiti previsti.
Utilizzando l’esperienza della società di indici Solactive, Lyxor ha così creato un ETF che comprende le società presenti nella lista Equileap purchè soddisfino i requisiti di capitalizzazione di almeno 2 miliardi di Usd e di appartenere a 23 borse di paesi sviluppati.

Nel filtro vengono poi tenuti in considerazione altre metriche ESG. Ad esempio non rientrano nel portafoglio società operative nel settore delle scommesse, delle armi e del tabacco. Escluse anche le società coinvolte di recente in cause legali collegate alla parità di genere.

Tra le top 100 società ai vertici della classifica stilata da Equileap troviamo la società di bevande inglese Diageo, seguita dal gruppo immobiliare australiano Mirvac e dalla banca americana Bank of America.

Per chi volesse quindi cavalcare un tema, magari meno “rumoroso” del fenomeno Greta, ma decisamente importante anche per la crescita economica mondiale, il piatto è servito.

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