Investire globalmente con due soli ETF adesso si può

Con la quotazione avvenuta la scorsa settimana su Borsa Italiana di un ETF di iShares che investe in obbligazioni globali aggregate, si chiude il cerchio per quegli investitori che vogliono investire con due soli strumenti a copertura mondiale ed a replica passiva di indici.

Non siamo ancora alla perfezione, ovvero uno strumento bilanciato per profilo di rischio sintetizzato in un unico ETF, ma ora non ci sono scuse per chi vuole costruire portafogli di investimento low cost con pochi sforzi e risultati in linea con quello che offre il mercato.

L’aspetto ancora più interessante è poi che sempre e solo con due prodotti si possono combinare gli investimenti in ben quattro sottoportafogli a seconda di quanto rischio di cambio si vuole coprire.

La stessa combinazione di sottoportafogli (a dire il vero qui sono solo tre) si può poi creare a seconda che si prediligono prodotti ad accumulazione dei dividendi oppure a distribuzione.

Esistono infatti ETF che investono in azionario mondiale a cambio coperto oppure no e la stessa cosa vale per l’obbligazionario global aggregate.

Cominciamo allora dal mondo obbligazionario.

Già da tempo erano quotati due ETF di SPDR aventi come sottostante l’indice Bloomberg Barclays Global Aggregate Bond in versione a cambio aperto ( IE00B43QJJ40) e coperto Eur hedged (IE00BF1QPL78).

Il limite di questi due ETF è legato alla loro politica di esclusiva distribuzione dei dividendi. iShares ha coperto questo gap con il suo nuovo ETF (IE00BDBRDM35) avente lo stesso indice sottostante di quello di SPDR ma con accumulazione dei proventi.

A fine maggio (ultima data dei factsheet) i rendimenti a scadenza del portafoglio era del 1.59% con una duration effettiva di 6.98. Naturalmente l’ETF Eur hedged deve essere depurato dagli oneri di copertura cambio.

In termini di composizione del portafoglio circa il 25% è allocato in emissioni corporate investment grade mentre il restante 75% è ripartito tra emissioni governative, MBS e agency. In termini geografici gli Stati Uniti pesano per circa il 40%, seguiti da Giappone (17%), Francia e Germania per il 5% ciascuna. Tutti e tre gli ETF hanno speso corrente annue dello 0.1%.

Questo per quello che riguarda la componente obbligazionaria che tramite un solo prodotto può permettere all’investitore di coprire lo spettro governativo e corporate investment grade.

Passando all’azionario mondiale anche in questo caso dobbiamo andare a selezionare quegli ETF che con una sola chiamata investono sia nei paesi sviluppati che in quelli emergenti. Il riferimento per intenderci può essere l’indice Msci World All Country dove gli emergenti pesano per circa il 10%.

Facciamo una premessa, la selezione è ricaduta sugli ETF con maggiore capitalizzazione questo per assicurare un bid ask più contenuta all’atto dell’acquisto.

In versione accumulazione la scelta potrebbe ricadere nell’ETF SPDR Msci ACWI (IE00B44Z5B48) il cui costo è di 0,4%, mentre in versione a cambio coperto Eur hedged l’alternativa può essere l’ETF Ubs Msci ACWI sempre ad accumulazione (IE00BYM11K57) con spese correnti di 0.21%.

Passando alla distribuzione dei dividendi si cambia l’indice sottostante di riferimento in quanto passiamo a Vanguard.

Il FTSE All World di Vanguard (IE00B3RBWM25) distribuisce infatti trimestralmente un dividendo ed ha spese correnti di 0.25%.

Quello che manca in versione distribuzione su azionario mondiale è al momento l’ETF Eur hedged.

Ecco fatto, ora qualsiasi investitore che non vuole complicarsi troppo la vita con due strumenti a basso costo può investire a livello mondiale senza dover costruire complicati incastri di asset allocation.

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bruno miciano

bruno miciano - 22 giugno 17:09 Rispondi