I migliori ed i peggiori ETF del 2019

  • Siamo ormai in dirittura d'arrivo di un 2019 travolgente in termini di performance;
  • Scopriamo quali sono stati gli ETF migliori dell'anno;
  • Russia davanti a tutti e la tecnologia a fare la parte del leone.

Ormai si avvicina la chiusura del 2019. Sono una manciata le sedute che mancano alla fine dell’anno e la liquidità sempre più rarefatta renderà molto sottili alcuni ETF con spread tra denaro e lettera che sconsiglieranno la compravendita.

Possiamo quindi già provare a stilare un bilancio di chi ha vinto e chi ha perso nel 2019 anche se premetto subito che in un’annata record come questa di perdenti se ne troveranno molto pochi.

Cominciamo dai singoli mercati nazionali.

Dominatrice indiscussa la Russia che, grazie all’ETF iShares Msci Russia ADR, ha portato a casa un rialzo superiore al 50%. Seguono a distanza gli ETF che replicano gli indici di borsa di Taiwan con un rialzo del 38% ed a ruota gli ETF che replicano lo S&P500.

Vista la numerosità (sono bene 12) segnalo come il migliore è risultato paradossalmente uno dei più cari come TER (0,15%), ovvero l’xTrackers S&P500 swap. Il distacco inflitto al più cheap SPDR è di oltre 1.5% ed il peggiore del lotto Amundi si posiziona addirittura 3 punti.

Chi considera il TER come unica discriminante nella scelta degli ETF sbaglia e ne ho proprio parlato in un recente articolo.

ETF di xTrackers migliore anche sotto il profilo del rischio con una volatilità di quasi un punto inferiore (13.9%) rispetto all’ultimo ETF in graduatoria.

Passando ai peggiori i numeri negativi sono veramente ridotti al lumicino. Solo i due ETF sulla Malesia chiudono con il segno meno (-3%) ma è tutta la serie degli emergenti a dominare  la coda della classifica.

Sud Africa, Corea del Sud, India ed Hong Kong non superano in questo 2019 l’asticella del 9% di guadagno.
Passando ai settori il 2019 è stato dominato dalla tecnologia nonostante il colpo di reni dei settori value negli ultimi tempi.

L’ETF Invesco US Technology manca di poco il +50% con un TER di 0,14%, ma a strettissima distanza si piazza il SPDR US Technology, praticamente due cloni. World Information Technology, Artificial Intellingence seguono, ma per trovare il primo settore non tecnologico dobbiamo scendere nel mondo delle energie alternative che grazie al Lyxor New Energy fa segnare un rialzo superiore al 40%.

Performance in doppia cifra anche per i peggiori settori dell’anno. La metà della performance del primo in classifica è stata realizzata da Stoxx Europe 600 Personal & Household con l’ETF di Lyxor che si contende la maglia nera con il settore growth delle biotecnologie. Rappresentato dall’ETF di Invesco e protagonista di un balzo notevole in questo ultimo scampolo di anno, il biotech è un settore che abbiamo caldeggiato (a posteriori con un buon timing) in questo articolo.

Risalendo ancora troviamo con un rialzo del 27% da inizio anno i due ETF sul World Consumer Discretionary e l’ETF europeo sul settore della chimica.

Passando al mondo obbligazionario domina in doppia cifra l’investimento con duration particolarmente lunga nonostante le ultime settimane non proprio felicissime per questo comparto. Al primo posto con un guadagno superiore al 25% troviamo lo SPDR Barclays 10+ US Corporate Bond seguito da un altro ETF con duration extra lunga come l’xTrackers Eurozone Government Bond 25+.

Il drappello consistente dei migliori è chiuso dal settore inflation linked con un guadagno del 12% (rappresentato dall’ETF di Ubs Inflation Linked 10+) e dal fondo di SPDR che investe nelle local currency emergenti.

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