Green Bond mania

  • La green economy sta occupando sempre più spazio sui media ma anche a livello finanziario
  • I Green Bonds sono uno strumento di accesso al credito che sempre più aziende stanno utilizzando per raccogliere denaro
  • Analizziamo un ETF quotato a Milano che investe in questo settore obbligazionario

Si fa un gran parlare di sostenibilità, ambiente e socialmente utile ed il mondo finanziario non si fa sfuggire l’occasione di cavalcare l’onda Greta. Con un marketing piuttosto aggressivo l’industria finanziaria sta cercando di colpire la sensibilità degli investitori alla disperata ricerca di occasioni di investimento che possano unire redditività e tutela dell’ambiente.

Ecco spiegato il motivo per il quale sentiamo sempre più parlare di Green Bond. Lo stesso Governo italiano ha programmato emissioni “verdi” nei prossimi mesi, ma cosa sono effettivamente i Green Bond?

Sono obbligazioni come tutte le altre, la cui emissione è legata a progetti che hanno un impatto positivo per l’ambiente, come l’efficienza energetica, la produzione di energia da fonti pulite, l’uso sostenibile dei terreni ecc…

Gli emittenti possono essere di varia natura, dalle entità sovranazionali ai singoli stati fino alle società private. I tassi di crescita delle emissioni sono impressionanti. Nel 2018 le emissioni di Green Bonds hanno toccato i 168 miliardi di $ e nel 2019 si prevedono emissioni totali per 250 miliardi di $.

Borsa Italiana, dove vengono quotate sempre più obbligazioni di questo tipo, chiarisce nella sezione dedicata all’educazione finanziaria che al momento non esiste uno standard globale per certificare come “verde” un determinato bond ma ci sono le linee guida elaborate dall’International Capital Market Association (ICMA).
I princìpi ICMA sono quattro.

Per prima cosa, chi emette un titolo deve identificare con chiarezza la destinazione dei proventi. In secondo luogo, deve seguire alcuni procedimenti particolari nella valutazione e selezione dei progetti, che devono rientrare in un elenco di categorie. Inoltre, chi emette l’obbligazione deve garantire la massima trasparenza nel comunicare la gestione dei proventi. Infine devono essere resi disponibili dei report per mantenere aggiornati gli investitori sull’avanzamento dei progetti finanziati.

A fine 2018 Climatebonds.net ha pubblicato uno studio nel quale ha mostrato valute e scadenze prevalenti nelle emissioni di Green Bonds.

Euro, Dollari americani e Renmimbi cinesi sono le principali valute oggetto di emissioni che vedono concentrarsi tra i 5 e i 10 anni le scadenze più gettonate.

L’84% delle emissioni vanta un rating investment grade, mentre il settore più coperto risulta essere quello dei trasporti seguito da quello legato all’energia.

Una critica che viene mossa spesso ai Green Bonds è legata alla minore liquidità delle obbligazioni rispetto ai tradizionali plain vanilla.

Sul primario questa differenza non viene percepita. La fame di rendimento porta a riempire molto in fretta i book con emissioni di qualità che trovano sempre domande molto superiori all’offerta. Qualche problema in più si registra sul secondario dove effettivamente ad una prima osservazione “sul campo” si notano spread bid ask più larghi rispetto ai tradizionali bond.

In questo caso meglio preferire emittenti sovranazionali a corporate investment grade penalizzanti dalla scarsa liquidità.

Gli investitori hanno però la possibilità anche di affidarsi a strumenti di risparmio gestito ed ETF che investono direttamente sui Green Bond. A Milano è quotato il Lyxor Green Bond
(Isin LU1563454310) il cui portafoglio è costituito da emissioni in Dollari ed Euro emesse da governi, enti sovranazionali e società private con rating investment grade. L’indice che Lyxor cerca di replicare è il Solactive. L’ETF è a capitalizzazione delle cedole ed ha un costo corrente di 0.25%.

La modalità di replica è fisica.L’ETF di Lyxor vede Francia e Paesi Bassi come paesi maggiormente rappresentati (circa il 40% del portafoglio). Le emissioni sono di alta qualità con solo il 22% di emissioni BBB. Duration piuttosto lunga e poco inferiore a 8.

Naturalmente i Green Bond non risolveranno il problema dei bassi rendimenti, ma coloro che hanno particolarmente a cuore il tema della protezione dell’ambiente adesso hanno la possibilità di prestare il proprio denaro a progetti che soddisfano ideali ed esigenze di investimento.

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