ETF vs fondi gestiti - quale scegliere?

Al momento di decidere quali strumenti di investimento utilizzare per investimenti a lungo termine, il solito dilemma è se optare per uno strumento a gestione attiva o passiva.

Un investimento gestito passivamente consiste nel fatto che un investitore ottiene un'esposizione verso un particolare paese, settore o commodity attraverso un fondo negoziato in borsa. Gli ETF sono scambiati apertamente in borsa con l'obiettivo di operare in linea con un indice specifico (ad es. S & P 500) o merce (come l'oro).

Un fondo gestito attivamente investe in una raccolta di strumenti dove il gestore del fondo ritiene che essi posssano  sovraperformare l'indice (ad esempio, per un fondo azionario del Regno Unito l'indice da battere sarebbe normalmente l'indice FTSE 100. Questo indice include le 100 più grandi aziende nel mercato del Regno Unito). Per identificare le società in cui investire, i gestori di fondi analizzano i fondamentali aziendali, incontrano la direzione e lavorano per mantenere un equilibrio tra le società migliori che si comportano meglio della media del mercato in varie condizioni di mercato. A differenza dei fondi gestiti passivamente, questi fondi non tracciano il movimento di un particolare indice del mercato azionario

Qual è il migliore?

Nel corso degli ultimi anni, l'interesse per i fondi gestiti è diminuito a favore degli ETF – in molti dei casi per colpa delle commisioni alte . La logica comune è che gli investitori non sentono la necessità di pagare un costo aggiuntivo per qualcosa che può essere facilmente raggiunto, a un costo inferiore, attraverso l'uso di ETF.

Questo ragionamento è vero in un certo senso poiché sta diventando difficile per i gestori di fondi sovraperformare i mercati e, in vari casi, gli investimenti passivi hanno generato rendimenti migliori.

Come possiamo vedere dalla prima immagine qui sotto, se confrontiamo un ETF standard (iShares Core S & P500) contro uno dei gestori di fondi più prestigiosi (Schroders), notiamo che entrambi investono in titoli azionari statunitensi a grande capitalizzazione. Qui possiamo vedere che a lungo termine, possedere l'ETF avrebbe generato un rendimento annualizzato del 16,4% contro il 14,2% per il fondo (Si tratta di una differenza di oltre il 2% all'anno che copre l'inflazione!).

Le commissioni del fondo (0,07% ETF contro 1,59% Schroders) hanno sicuramente influito negativamente sulla performance, a parte alcune cattive decisioni manageriali che hanno avuto luogo nel corso del periodo.

È sempre così?

Tuttavia, dobbiamo prestare attenzione poiché ciò non accade in ogni caso ed è qui che dobbiamo svolgere la nostra analisi acuta quando selezioniamo strumenti finanziari.

Uno dei principali vantaggi della gestione attiva è che un buon manager può essere pronto a reagire rapidamente per trarre vantaggio dai movimenti del mercato e la composizione del portafoglio viene adeguata di conseguenza.

La seconda immagine qui sotto confronta lo stesso ETF (iShares Core S & P500) con un altro fondo azionario statunitense - T.Rowe Price US Blue Chips. In questo caso, possiamo notare che possedere il fondo gestito avrebbe generato un rendimento annualizzato del 18,8% contro il 16,4% dell'ETF. Pertanto, il fondo attivo avrebbe sovraperformato l'ETF del 2,4% ogni anno!

Osservando il grafico, possiamo notare che le prestazioni tra i due erano relativamente identiche fino all'inizio del 2017, ma da quel momento in poi, il manager prese buone decisioni che portarono a migliori prestazioni anche se il gestore aveva commissioni piu’ alte!

Ci sono alcuni casi in cui possedere ETF ha più senso mentre ci sono casi in cui i fondi comuni sono più appropriati. Nel nostro prossimo webinar discuteremo le differenze tra i due e capiremo come scegliere il meglio in entrambi i casi. Clicca qui per registrarti gratuitamente!

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8 - Commenti

massimiliano trazzi - 19 novembre 13:55 Rispondi

Buongiorno, 

personalmente preferisco (e suggerisco) gli ETF, anche se saltuariamente utilizzo fondi comuni e sicav.

Il vantaggio di costo infatti è certo, mentre l'abilità (o la fortuna?) del gestore è tutta da dimostrare.

Statisticamente per altro la gestione passiva batte l'attiva.

 

Christian Buhagiar - 20 novembre 09:20 Rispondi

Ciao Massimiliano. Grazie per il commento. Statisticamente hai ragione .. gli ETF costano meno e in tanti casi vanno meglio dei fondi gestiti... questo pero non e sempre il caso ma dipende quale strategie tu userai e quale e la tua propensione al rischio... Ci sono alcuni casi in cui possedere ETF ha più senso mentre ci sono casi in cui i fondi comuni sono più appropriati. Tutto questo sara spegato nel webinar di domani. Iscrizzioni qui:

andrea tibaldo - 20 novembre 04:18 Rispondi

mi sovviene di dire una cosa....l'abilita' del gestore e' tutta da dimostrare visto che solo raramente un fondo attivo e' sovra performante. oltretutto tu investitore ti  prendi il 100% del rischio, il 100% del capitale ce lo metti tu, paghi una commissione  che si aggira al 2% per ottenere dei rendimenti che spesso non superano nemmeno il tasso inflattivo. Ne vale la pena? Il gestore si prende la gestione, si trattiene qualche cosa nel passaggio. praticamente con rischio = 0000. Spesso ha anche la possibilita' di gestire le azioni contenute nel paniere a suo personale interesse. Oltretutto molti dei promotori non sono all'altezza delle situazione e se uno (cliente) ne sapesse un po',  questi non saprebbero piu' che pesci pigliare e su che vetri arrampicarsi. La figura del promotore da noi e' molto svalutata come la stessa professionaita' ed e' molto facile anche verificarla. Ovviamente non vale per tutti. Se non altro la scelta dell'ETF sta all'abilita dell'investitore con costi irrisori a parita' di rischi e di quota investita. Meccanismi spiegati bene nel libro da poco uscito su Amazon "Investimenti & Trading....aggratis" di cui non ricordo l'autore.....

Christian Buhagiar - 20 novembre 09:24 Rispondi

Ciao Andrea - grazie per il commento. Come detto, in tanti casi gli ETF performano meglio questo pero non e sempre cosi (vedi esempio nel articolo). Poi ci sono Fondi e fondi e ETF varie... importante sapere distingure e scegliere i migliori e non generalizzare.  Poi dipende anche quale strategie tu userai e quale e la tua propensione al rischio. Ci sono alcuni casi in cui possedere ETF ha più senso mentre ci sono casi in cui i fondi comuni sono più appropriati. Tutto questo sara spegato nel webinar di domani. Iscrizzioni qui:

andrea tibaldo - 20 novembre 09:32 Rispondi

si certo ovvio....ogniuno deve calibrare il suo richio con le sue abilita' di sceliere lo struemento migliore. la mia era una considerazione da  promotore finanziario che poi e' diventato un ex ....ed ora indipendente da ogni vincolo o legame co chicchessia....

 

Enrico Besutti - 27 novembre 11:47 Rispondi

Pagare più commissioni per un gestore ne può valere la pena solo se si ha un rendimento maggiore di performance annua altrimenti applichiamo passivamente

Christian Buhagiar - 28 novembre 11:07 Rispondi

Concordo! in tanti casi ETF vanno meglio pero devi anche vedere performance di lungo termine. Mi spiego - negli ultimi anni i mercati in generale sono stati molti buoni e allura in un "environment" come questo, e molto piu difficile al manager di fare meglio degli ETF. Il manager, normalmente, puo fare meglio se c'e un mercato piu instabile... Ovviamente ci sono ETF diversi e Fondi diversi... in alcuni casi possedere ETF ha più senso mentre ci sono casi in cui i fondi comuni sono più appropriati. DI questo abbiamo parlato in un webinar qui

Enrico Besutti - 28 novembre 13:05 Rispondi

Grazie Christian sempre preziose le tue considerazioni.