ETF sul mondo Infrastrutture, pro e contro

L’investimento in infrastrutture rappresenta uno di quei temi che ciclicamente esce fuori quando l’economia comincia a battere in testa e rallentare. Gli amanti della teoria keynesiana portano acqua al loro mulino indicando l’investimento pubblico in infrastrutture l’unico mezzo per uscire dalla stagnazione e rilanciare investimenti e consumi.

Naturalmente il marketing finanziario non si fa sfuggire questa occasione e sforna continuamente prodotti a tema. La parola infrastrutture accende nella mente del potenziale investitore l’idea di ponti, ferrovie, autostrade, porti, oleodotti e tanto altro ancora.

Pensare di essere possessori di azioni che costruiscono qualcosa di reale esercita sempre un forte fascino forse perché si rimane convinti che in un mondo estremamente “finanziario” questo tipo di investimento offre garanzia di sicuro rendimento. Ma è così?

Prima di parlare dei due ETF  sul tema infrastrutture che ho analizzato nel dettaglio ( e che sono quotati a Milano), smentiamo subito con i dati l’idea che investire in infrastrutture è meglio di un investimento su un tradizionale investimento a  livello mondiale.

Se negli ultimi 12 mesi il tematico ha fatto mediamente meglio dell’azionario generico (+19% contro +6%), nel medio e lungo periodo i valori diventano più equilibrati. A 3 anni nel confronto tra l’ETF iShares Global Infrastructure e il Core Msci World c'è un pareggio con +37%. A 5 anni il Msci World va in fuga con quasi 10 punti di vantaggio (+62% contro +53%). 

Questo naturalmente non esclude la possibilità che il tema infrastrutture per qualche anno possa essere vincente ma analizzando gli ETF ci sono due elementi che pesano rispetto ad un classico Msci World. I costi, decisamente più alti per un tematico (3 volte lo 0.2% sostenuto su iShares Msci World) e la diversificazione, fattore poco presente nel tema infrastrutture e che lo rende quindi molto dipendente dall’andamento dei settori più pesati.

Ho deciso di mettere a confronto due degli ETF più capitalizzati quotati a Milano sul tema infrastrutture.
IShares Global Infrastructure (Isin IE00B1FZS467) e xTrackers S&P Global Infrastructure (Isin LU0322253229) sono i due prescelti.

Per quello che riguarda l’ETF di iShares la performance è risultata decisamente migliore rispetto al concorrente con oltre 13 punti di distanza sui 5 anni.
In questo caso il fattore diversificazione settoriale è molto modesto visto che il 90% del portafoglio è concentrato su 3 settori, utility, industriale e energy.

Anche a livello geografico poca diversificazione con Stati Uniti al 60% e Canada al 12%. I primi 10 titoli in portafoglio rappresentano il 32% del fondo e teniamo conto che l’ETF è costituito da 100 società quotate facenti parte dell’indice Ftse Global Core Infrastructure.Queste società per poter far parte dell’indice devo avere un fatturato per almeno il 65% determinato ad attività correlate al settore infrastrutture.

Passiamo adesso al secondo ETF di xTrackers. In questo caso l’indice è S&P e copre 75 società operative nei settori di energia, trasporti e utility.

Questi tre settori (con i trasporti etichettati come industriali) rappresentano l’intero portafoglio. Maggiore la diversificazione geografica rispetto ad iShares con Stati Uniti al 37%, seguiti da Australia e Canada al 9% e Italia al 8%.

Scelta di investimento, quella in infrastrutture, certamente molto definita dal punto di vista settoriale con i suoi pro e i suoi contro.

Un tema che può essere considerato a beta inferiore a 1 e certamente favorito da un contesto di bassi tassi di interesse.

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