ETF obbligazionari, che rally nel 2019!

Stiamo vivendo tempi eccezionali dal punto di vista delle politiche monetarie, questo è fuori discussione.

I tassi negativi si stanno allargando a macchia d’olio e la politica monetaria della Fed destinata a diventare ancora più espansiva non farà altro che costringere altre banche centrali a muoversi in una direzione analoga.

Naturalmente i mercati hanno scontato in anticipo buona parte di questa situazione e questo porta alla domanda chiave. Ha ancora senso mantenere obbligazioni a lunga scadenza in portafoglio?

Quello che infatti stupisce in questo 2019 sono proprio le performance dei mercati obbligazionari. Se infatti osserviamo quali sono gli ETF migliori del 2019 ci accorgiamo di una cosa abbastanza incredibile.

Tra gli azionari, tolta la performance stellare degli azionari auriferi (di cui abbiamo parlato qui) rappresentati dall’ETF L&G Gold Mining che sfiora il 50% (come il suo simile VanEck Gold Miners), troviamo con il +35% l’iShares Global Clean Energy seguito a brevissima distanza da Wisdom Tree Artificial Intellingence e da Lyxor (e X trackers) Stoxx Europe Food and Beverage.

Ma se dal mercato azionario è lecito attendersi numeri di questo tipo, l’aspetto che rende abbastanza unico questo 2019 riguarda però le performance del mercato obbligazionario. Infatti al primo posto troviamo l’ETF xTrackers Eurozone Government Bond 25+ in guadagno da inizio anno del 35%, quindi la stessa performance dell’ETF tematico Global Clean Energy.

A seguire nella classifica delle performance troviamo lo SPDR Barclays 10+ Us Corporate Bond che realizza un +28% ringraziando duration ma anche effetto cambio.

Un anno irripetibile per i bond, ma le percentuali a doppia cifra nascondono anche un insidia.

E l’insidia si chiama duration che ritroviamo particolarmente elevata in questi due ETF.

Lo SPDR Us Corporate Bond oltre al rischio cambio infatti incorpora una duration effettiva di 14.2. Questo cosa significa?

Significa che se i tassi americani salissero di 100 punti base la perdita per l’investitore di circa il 14%. Se poi i tassi decennali governativi tornassero dove si trovavano a dicembre del 2018 (ovvero al 3%) la perdita sarebbe superiore al 20%. Tutto ipotizzando un rischio di credito invariato.

Per quello che riguarda l’ETF xTrackers Eurozone Government Bond 25+ la leva della duration diventa ancora più esplosiva.

Stando all’ultimo factsheet infatti la duration effettiva dell’ETF è di 21.9. Tradotto in performance un rialzo di 100 punti base si tradurrebbe in una perdita di quasi il 22%.

Per inquadrare ancora di più l’eccezionalità del momento basta guardare le performance di questo ultimo ETF nei 4 anni precedenti. Nel 2016 l’anno migliore (+10.7%), nel 2017 il peggiore (-2.2%).

La volatilità è ovviamente il pane di questo ETF. Il mese migliore a novembre 2008 e agosto 2010 con un rotondo +10%. Il peggiore il -9.4% di giugno 2015.

Quindi cosa possiamo rispondere alla domanda iniziale? Vale la pena tenere questi strumenti in portafoglio?

Ovviamente non ho nessuna certezza sull’evoluzione dei tassi per i prossimi mesi/anni, ma una risposta di buon senso si può dare.

Se vi siete trovati per caso investiti in questi strumenti oppure se li avete scelti a suo tempo perché offrivano rendimenti e flussi cedolari particolarmente interessanti non avrei dubbi. Vendete e portate a casa il lauto guadagno.

Se invece avete acquistato questi strumenti per avere a disposizione uno strumento che decorrela l’azionario soprattutto nei momenti di difficoltà bene così; forse è il caso di liquidare qualche quota per ridurre un pò la duration rinunciando a rendimento in cambio di minore rischio.

Viviamo tempi eccezionali, ma non sfidiamoli troppo.

---

Vuoi imparare a valutare le azioni quotate in borsa?

Guarda il programma del "Corso Completo di Analisi Fondamentale", clicca QUI

---

0 - Commenti