ETF, non ci sono sono solo i vantaggi

E’ indubbiamente uno dei trend finanziari di crescita più potenti degli ultimi anni quello degli ETF. Basta pensare che nel 2013 il volume complessivo di asset under management degli ETF era la metà di quello della fine del 2018 il cui valore è stato di 4685 miliardi di dollari.

La sua caratteristica di strumenti di replica passiva low cost è una delle chiavi di successo che ha portato società come Vanguard e iShares ad essere veri e propri colossi mondiali dell’asset management con il grande merito di aver messo una pressione sui costi anche al mondo della gestione attiva.

Ma sono tutte rose quelle che si vedono negli ETF? No qualche spina c'è ed in poche righe cercherò di spiegare pro e contro di questi strumenti.

Gli ETF sono gli strumenti ottimali per un investitore di lungo periodo così come per il trader, ma che non sempre rappresentano la scelta migliore per chi vuole ampliare i suoi orizzonti di investimento.

Abbiamo per questo messo in fila 4 elementi sui quali gli ETF possono avere sia degli elementi positivi che negativi.

Costi

Pro: la replica passiva non richiede grandissimi costi di gestione. I modelli sono standardizzati e con il passare degli anni i costi si sono abbassati ulteriormente grazie a raffinate tecniche di ottimizzazione e la pratica del prestito titoli. Il tracking difference degli ETF è la giusta misura per capire quanto i costi incidono sulla capacità di replica dell’indice sottostante.

Contro: I costi dichiarati non sono i costi effettivi e totali. Lo spread denaro lettera (differenza tra prezzo di acquisto e di vendita sul book di negoziazione) è un costo nascosto ma che esiste. I costi di intermediazione che paghiamo nel momento dell’acquisto acquisto di un ETF (mentre per i fondi non sempre è così)  sono un’altra significativa voce di costo che pesa qualora l’ETF venga posseduto per pochi anni oppure  utilizzato per fare trading. Per i prodotti a replica sintetica esistono i costi di legati ai rolling dei contratti derivati.

Diversificazione

Pro: comprando un ETF (quindi un indice) la diversificazione dell’investimento è spinta ai massimi livelli.

Contro:  replicare perfettamente  un indice non sempre è un esercizio semplice per un ETF.
Alcuni strumenti che si concentrano su stili, settori o temi possono avere questo problema, ma non solo. Se i nostri investimenti vengono concentrati su queste nicchia non diversificheremo affatto il nostro investimento perdendo uno dei pasti gratis offerti dal mondo finanziario per ridurre il rischio.

Valore strumento

Pro: un ETF può essere scambiato in ogni momento della giornata garantendo agli investitori un elemento fondamentale quello della liquidabilità dello strumento.

Contro: mentre un fondo viene sempre comprato o venduto al valore di NAV (Net Asset Value), un ETF può prezzare a valori diversi dallo stesso, creando un’inefficienza.

Fiscalità

Pro: gli utili incorporati in un ETF ad accumulazione dei proventi permettono di ottimizzare la fiscalità dell’investimento rimandando alla data di realizzo la tassazione degli eventuali utili

Contro: mentre per i fondi soprattutto obbligazionari è molto più frequente la versione ad accumulazione sugli ETF è molto probabile trovare lo strumento a distribuzione creando le premesse per una inefficienza fiscale.

Questi sono solo alcuni punti sui quali ho deciso di soffermarmi, ma certamente la materia è più vasta e non mancheremo di commentarla in prossimi articoli dedicati al tema.

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