Commissioni per rendimenti negativi garantiti

  • I tassi negativi sono una realtà che rende complicaato l'investimento obbligazionario
  • Le banche spingeranno sempre più i risparmiatori ad uscire dai conti correnti per andare sul risparmio gestito
  • I fondi obbligazionari al netto di costo ed inflazione offrono un rendimento ancora più negativo dei conti correnti

I tassi negativi nella zona Euro sono una realtà e la BCE ha appena fatto scendere il costo del denaro a -0.5%. Alcune banche al di sopra delle Alpi stanno praticando tassi negativi anche sui conti della clientela, ma la proposta del numero 1 di Unicredit Mustier di qualche settimana fa è la prima del genere in Italia.

Cercando di indorare la pillola con la salvaguardia dei correntisti sotto i 100 mila Eur e poi rettificando ancora parlando di tassi applicati ai milionari, Mustier ha proposto alla BCE di chiedere formalmente alle banche di applicare tassi negativi su clientela privata e corporate.

Premesso che non capisco cosa intenda Mustier con la frase massimizzare il meccanismo di trasmissione (sarebbe una tassa patrimoniale bella e buona applicare il tasso negativo sulla liquidità), mi è invece chiarissimo il motivo che sta alla base di questa sparata. I margini di interesse delle banche sono sempre più bassi e gli azionisti mugugnano e valutano se mantenere l’investimento nel capitale bancario.

La risposta limpida e chiara è arrivata qualche giorno fa dall'AD di Intesa San Paolo, Carlo Messina. Davanti ai giornalisti che lo pressavano sui tassi Messina ha risposta che "tutti i nostri gestori stanno lavorando per trasformare i depositi in risparmio gestito".

Ma cari Messina e Mustier voi non sapete che piove sul bagnato eche  se deciderete di passare i tassi negativi sui risparmiatori per costringerli magari a mettere denaro sui fondi di investimento, qualcuno dirà loro ad esempio che investire i loro denari in fondi obbligazionari sarà ancora peggio che tenerli sul conto?

Nel 2018 la Consob ha pubblicato uno studio dal titolo “Il costo dei fondi comuni in Italia”. Il grafico riporta i costi dei fondi comuni di diritto italiano per tipologia. Anche per quelli esteri i risultati sarebbero analoghi.

Tralasciando per il momento l’eccessiva onerosità dei fondi azionari i quali basano le loro fortune sulla storiella (smentita dai dati) del presunto alfa creato dai gestori, a questo punto facciamoci la prima domanda.

Qual è il rendimento a scadenza di un ETF governativo della zona Euro investment grade?  Prendendo l’ultimo factsheet dell’ETF iShares Eur Aggregate Bond scopriamo che questo numerino è pari a -0.10%.

Prendiamo il costo medio dei fondi obbligazionari (1.1%) e lo andiamo a sottrarre dal rendimento medio a scadenza dell’indice prescelto otteniamo un bel rendimento negativo di -1.2%.

Sento già le critiche di chi mi dice che il rendimento non è stabile nel tempo e le scadenze potrebbero essere reinvestite a tassi più alti.

Vero, ma vari studi accademici hanno dimostrato che il rendimento generato da un titolo di stato free risk decennale fra 10 anni sarà più o meno pari al rendimento di partenza. Se poi inseriamo delle obbligazioni corporate dobbiamo tenere conto anche del rischio default.

Ma andiamo avanti. Il rendimento di -1.2% non verrà decurtato dalla tassazione sulle rendite in quanto il rendimento nominale è inferiore a zero. Ma l’imposta di bollo quella sì è implacabile. E allora sottraendo 0.2% scendiamo a -1.4%

L’inflazione attesa in Italia per i prossimi 5 anni è al momento di circa lo 0,5% e quindi trasformando in reale il rendimento nominale scendiamo ancora arrivando a -1.9%.

Se non avete sostenuto commissioni di sottoscrizione questo è quello che passa il convento della maggior parte dei fondi obbligazionari venduti dalla banca di Mustier (ma anche dalle altre).

Incrociando le dita e confidando su tassi che non comincino a salire all’improvviso facendo scendere i prezzi delle obbligazioni (e dei fondi) e che i tassi di default si mantengano bassi, direi proprio che Mustier (e Messina) più che preoccuparsi di mettere i tassi negativi sui conti correnti deve ringraziare il cielo che il risparmiatore medio, ottenebrato dai ricchi guadagni ottenuti sui prodotti obbligazionari, fino ad oggi non si è ancora reso conto che ha in mano strumenti di investimento dal valore inesistente.

Anzi sono così ricercati che per tenerveli in casa dovrete pagare quasi il 2% all’anno.

Fa il 20% in 10 anni oppure il 40% in 20 anni. Meditate gente meditate perché Mustier e Messina lo stanno già facendo…

2 - Commenti

mauro carzeri

mauro carzeri - 12 novembre 16:36 Rispondi

Dino Martin

Dino Martin - 12 novembre 17:12 Rispondi