Come vanno gli investimenti nel Real Estate mondiale?

Periodicamente la società S&P Dow Jones Indices produce un report pubblico che offre una interessante prospettiva dell’andamento degli investimenti nel settore mondiale del Real Estate.

Essendo S&P Dow Jones il produttore degli indici più utilizzati a livello finanziario per misurare le performance delle società legate al mondo Real Estate e dei REIT, questo documento rappresenta un rendiconto molto interessante per capire se l’investimento nel mattone non fisico (anche se i sottostanti sono naturalmente contratti di locazione, compravendita o altro legati al settore immobiliare) ha prodotto un rendimento positivo e con quale volatilità.

Partiamo dall’indice S&P Global Property & REIT che, come indica la legenda del rapporto, comprende oltre ai REIT (per natura investiti nel settore immobiliare) anche società presenti all’interno dell’indice S&P Global BMI con almeno il 60% dei ricavi derivanti da proprietà o operazioni nel settore real estate.

A livello globale la Bonanza finanziaria ha coinvolto anche il settore Real Estate con un rialzo dell’indice Globale del 15% da inizio anno e del 7.9% a 12 mesi. A distanza di 10 anni il rialzo su base annua è stato del 11.1% con una volatilità annua del 14%. Praticamente la stessa performance collezionata dall’indice azionario Msci World che in 10 anni è riuscito ad ottenere l’11,3%.

A livello di sotto settori benissimo l’industriale e il settore legato all’Health Care con rialzo annuo superiore al 20%.  Male il settore alberghiero che ha fatto registrare una contrazione nel sotto indice di riferimento del 6%.
Interessante anche analizzare le valutazioni fondamentali di questo settore.

Il Dividend Yield dell’indice Real Estate Globale, quello che seguo personalmente con maggiore attenzione e di cui avevo già parlato qui, è marginalmente superiore al 4%. Un bell’andare per chi cerca alternative (naturalmente a costo di maggiore volatilità) ai tassi sottozero forniti dalle obbligazioni governative.

Interessante anche osservare il comportamento del real estate finanziario emergente.

Secondo i dati dell’indice S&P Emerging Property la crescita da inizio anno è stata del 16.6% che a 12 mesi diventa 8.3%. Sulla distanza dei 10 anni il rendimento annuo è stato del 5.9% , la metà dell’indice globale. Anche la volatilità è risultata maggior e pari al 20% annua.

Decisamente un profilo di rischio rendimento non eccezionale se confrontato a quello dei paesi sviluppati. Leggermente, ma neanche di tanto, superiore rispetto all’indice globale il Dividend Yield pari al 4.5%.
A livello settoriale male anche qui il settore hotel (-7%) e degli uffici (-10%), bene il settore industriale (+28%) e commerciale (+16%).

Chiudiamo infine con una veloce carrellata sui singoli paesi con la premessa che alcuni indici regionali risultano influenzati dalle poche azioni quotate. Nel mondo sviluppato il miglior investimento finanziario a 3 anni nel mondo real estate è stato quello austriaco (+20%) seguito da quello israeliano (+18%). Male gli indici olandese (-4%) e francese (-3%).

Passando agli emergenti da segnalare a distanza di 3 anni il crollo turco (-37%) ed il boom greco (+35%).

Una rapida carrellata questa su un settore che continuo a rimanere a mio modo di vedere sì secondario, ma comunque necessario nella costruzione di un portafoglio di investimento che cerca di creare una rendita.

I REIT ed in generale gli investimenti legati al mondo real estate, seppur più volatili di altri strumenti (il più classico è l’acquisto di un immobile), offrono una buona dose di liquidità e di capacità di generare dividendi nel lungo periodo superiore al classico rendimento obbligazionario.

 

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