Borsa coreana per puntare al dopo trade war

  • Dopo essere entrata in bear market la borsa coreana sta tentando una reazione;
  • Le buone notizie arrivate dal fronte trade war stanno alimentando l'ottimismo verso le borse asiatiche;
  • Diversi gli ETF che replicano l'azionario coreano ma attenzione alla concentrazione settoriale e societaria.

La guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti ha visto una vittima eccellente finora, la borsa coreana. Storicamente correlata all’andamento dei tecnologici americani, la borsa asiatica complice l’incertezza globale si trova tuttora sotto di un abbondante 15% rispetto ai suoi massimi storici.

Come vedremo tra poco l’analisi tecnica sembra essere molto invitante sotto questo punto di vista.
Il calo che si innescato a partire dal 2018 ha infatti portato la borsa coreana a ridosso della trend line che unisce i minimi del 2009 e del 2015 innescando una rabbiosa reazione del mercato.

L’aspetto intrigante della vicenda è che in ottobre è stata violata al rialzo la down trend line ribassista e la media mobile a 12 mesi. Apprezzabile anche il posizionamento del Macd mensile. In tutti i casi in cui il Macd mensile ha tagliato dal basso verso l’alto la linea del segnale è partito un bull market destinato a durare per un tempo prolungato. Siamo ormai vicini a questo segnale.

L’ETF più indicato per cavalcare questo trend che sembra in procinto di ripartire è l’iShares  Msci Korea presente sia in versione accumulazione che distribuzione. In questo caso l’indice replicato è l’MSCI. Esistono anche altri ETF ma questo risulta essere quello a maggiore capitalizzazione.

La borsa coreana negli ultimi 5 anni ha guadagnato il 15%, una percentuale in linea con la borsa inglese, ma decisamente più bassa rispetto a quella americana (+65%), giapponese (+47%) o tedesca (+30%).
I fondamentali che si sono sviluppati sull’indice coreano dopo la recente correzione sono interessanti se confrontati con l’indice azionario emergente generico. Ad esempio il rapporto Prezzo Utili è 11 contro il 12 dell’indice emergente. Il Price Book Value è inferiore a 1 contro 1.6 dell’indice emergente. Solo il price dividen mostra un valore leggermente inferiore (2.4% contro 2.8%).

Interessante anche notare come negli ultimi 10 anni il rendimento annuo composto della borsa coreana è stato superiore a quello di un generico indice emergente (5.6% contro 4.1%).

Ma in quali settori andiamo ad investire acquistando l’ETF che replica l’indice coreano?

Come detto in precedenza acquistando Corea ci si lega a doppio filo con la tecnologia la quale pesa per ben il 43% dell’intero Msci Korea. Seguono finanziari e consumi discrezionali con una percentuale che sommata arriva a malapena alla metà del settore tecnologico. Attenzione però anche al rischio concentrazione. Questo lo dico perché acquistando questo ETF avremo un terzo del portafoglio investito in un’azione sola di nome Samsung.

Una piccola nota in chiusura va fatta sull’aspetto valutario. La divisa che regna sovrana a Seul è il Won e la correlazione che lega il KRW (questa la sigla della divisa) con l’andamento della borsa locale è  0.3. Questo significa che tendenzialmente un indebolimento della valuta fa male anche all’equity e viceversa.

Il Won ha perso contro Dollaro il 10% da inizio 2018 e non a caso la borsa coreana ha perso quasi il 20%. Proprio UsdKrw sta abbozzando una inversione di tendenza ribassista (Won che si rafforza) e lo stesso sta tentando di fare il Kospi naturalmente tentando in questo caso di riprendere la marcia rialzista.

In conclusione questo tipo di mercato appare interessante da frequentare se si crede nell’abbandono da parte di Trump della belligeranza verso la Cina con ripartenza dei flussi commerciali soprattutto nel mondo asiatico. La borsa coreana ha le carte in regola per ricoprire il ruolo da leader.

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