Bond emergenti in valuta local,che performance nel 2019!

  • Obbligazioni emergenti in valuta locale in doppia cifra nell'ultimo anno;
  • Il rimbalzo è avvenuto dopo il secondo test dei minimi storici delle local currency;
  • Vediamo le caratteristiche degli ETF che replicano questo comparto di investimento.

Nella top ten degli ETF quotati a Milano con la maggiore capitalizzazione troviamo ben nove ETF di iShares (solo Vanguard S&P500 al secondo posto spezza il monopolio di BlackRock). Tra questi troviamo l’iShares Jp Morgan Emerging Local Government Bond che investe in emissioni governative dei mercati emergenti.

La performance di questo ETF negli ultimi 12 mesi è degna di un azionario mondiale. iShares Core Msci World ha guadagnato il 17%, mentre l’ETF che investe in obbligazioni emergenti in valuta locale ha guadagnato il 16%, esattamente come l’ETF di iShares che investe nell’azionario emergente.

Obbligazioni che hanno reso come le azioni, ma la volatilità annua rende l’investimento in bond decisamente vincente. L’ETF Local Government Bond ha registrato infatti una volatilità annua di 6.8 contro il 12.1 dell’azionario.

Il grafico (in versione prezzo e non total return visto che l’ETF stacca cedole semestrali) ci mostra l’andamento dell’ETF. L’ andamento è stato incerto fino a maggio prima di prendere una decisione direzione rialzista solo interrotta ad agosto da una disastrosa stagionalità che ha battuto puntualmente cassa.

Di fronte all’ETF si pone adesso una resistenza molto significativa che potrebbe interrompere un processo di ripresa favorito negli ultimi tempi da spread del debito emergente verso i Treasury (lo spread Embi Plus è passato da 440 punti base di inizio anno ai 380 attuali) e da un passaggio della Fed da modalità hawkins a easing.

E’ evidente come un superamento della resistenza di 55.80 Eur per quota lancerebbe l’ETF verso quota 60 di fatto aprendo le porte ad una inversione di tendenza confermata anche dai prezzi.

Un atteggiamento ancora più espansivo della FED, magari unito alla debolezza di un Dollaro americano che tarda ad arrivare, sarebbe il detonatore giusto per far risalire le valutazioni di valute emergenti che nel 2019 hanno toccato il valore più basso della storia.

Considerato che nel 2018 lo stesso livello era già stato testato gli analisti tecnici vedono come possibile la formazione di un doppio minimo o quanto meno l’avvio di un trading range. Il  massimo intermedio di questo doppio minimo è posizionato circa un 5% sopra i prezzi attuali e questo potrebbe essere il potenziale di guadagno nei prossimi mesi anche per l’ETF.

ETF quello di iShares che ha un cap di peso per paese del 10%, questo per evitare esposizioni eccessive su certi paesi con debito elevato. Al 10% troviamo in valuta locale le emissioni di Indonesia, Brasile, Messico, Tailandia e Sud Africa. Poco sotto al 9% Polonia e Russia.

Secondo l’ultimo factsheet il rendimento a scadenza del portafoglio che compone l’ETF è del 5.5% con una duration effetiva di 5.4. Il TER del fondo è di 0.5%.

Un alternativa all’ETF di iShares è l’ETF di SPDR anch’esso ben capitalizzato (quasi 3 miliardi di Eur). In questo caso il sottostante è l’indice Bloomberg Emerging Market Local Currency, ma nell’ultimo anno questa differenza non ha sortito performance aggiuntive a favore dell’uno piuttosto che dell’altro.

Nell’ETF di SPDR cambiano però i paesi più pesati al 10%. Ad esempio compaiono la Corea del Sud e la Malesia, mentre praticamente si dimezzano i pesi di Sud Africa, Russia e Polonia.

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