Azioni scandinave all'assalto dei massimi storici

Pochi giorni fa un’analisi apparsa sul Investire.biz centrata sulla Corona norvegese ha messo in evidenza come la moneta scandinava in termini di cambio effettivo reale vanta una valutazione molto bassa se paragonata ai dati storici degli ultimi 30 anni.

Ora che la fiammata del prezzo del petrolio ha fatto tornare d’attualità gli asset correlati all’oro nero, è evidente che il Nok rappresenta un potenziale investimento di medio periodo interessante. A dire il vero è però l’intera area scandinava ad essere fragile sotto l’aspetto valutario. Anche la Corona svedese ad esempio è debolissima e non molto lontana dai minimi storici contro Euro.

Singolare come nonostante due politiche monetarie divergenti, in Norvegia i tassi sono positivi ed in rialzo, in Svezia sono negativi di -0.25%, le due divise rimangono sotto pressione e vicine ai minimi storici.
Politica monetaria espansiva da una parte, prezzo del petrolio fino a pochi giorni fa fiacco, hanno contribuito a deprimere le valute D’altro canto tutto questo si è trasformato in un elemento di supporto per il mercato azionario scandinavo.

L’indice Msci Nordic, al cui interno sono presenti azioni quotate sui listini di Svezia, Danimarca, Finlandia e Norvegia, negli ultimi 12 mesi ha accumulato un ritardo di circa 3 punti percentuali rispetto all’indice Msci Euro, un ritardo che diventa praticamente irrilevante se osservato a distanza di 5 anni dove la differenza è di appena il 2%.

Evidente quindi come l’economia scandinava è legata a doppio filo con quella della zona Euro, o almeno lo è stata nell’ultimo lustro. La possibilità però di disporre dell’arma della svalutazione ha creato uno “sconto” valutario nell’ordine di circa il 15% per le azioni svedesi e norvegesi mentre quelle danesi non hanno potuto usufruire di questo beneficio essendo il DKK peggato all’Euro.

Osservando il grafico notiamo in effetti qualcosa di molto interessante. Ad inizio 2019 è stato colpita in pieno la trend line rialzista che sale dal 2009 con una prima reazione che ha prodotto un rialzo del 17%. A quel punto una nuova correzione ha generato un nuovo ribasso sul supporto che ad agosto sembra aver formalizzato un potenziale doppio minimo con una chiusura che gli amanti delle candele giapponesi catalogano come hammer.
Molto intrigante dal punto di vista grafico il potenziale rialzista che scaturirebbe da un break verso l’alto di quella linea di resistenza che dal 2015 comprime le quotazioni del Nordic Index e che vede poco sopra transitare i massimi storici del 2000, tuttora inviolati.

E’ possibile per gli investitori acquistare questo indice tramite due ETF. Il primo quotato a Milano è l’Amundi Msci Nordic a replica sintetica ad accumulazione con TER 0.25%. Il secondo è quotato in Germania  con medesimo sottostante ma con emittente Xtrackers. TER di 0.30% a distribuzione dei proventi (4.4% il dividend yield dell’ultimo anno) e con replica fisica completa.

La Svezia fa la parte del leone in termini di peso geografico (40%) seguita da Danimarca (30%), Finlandia (20%) e Norvegia (10%). In termini settoriali prevalgono gli industriali (25%) seguiti da finanziari (17%) e health care (16%).

Per chi sta cercando qualche scommessa geografica su paesi economicamente solidi e non certamente di frontiera o emergenti, gettare uno sguardo all’evoluzione delle prossime settimane delle borse scandinave può essere una buona idea.

---

!!! Promozione che scade il 30 settembre 2019 !!!

Se apri un conto con www.kimuratrading.com e lo finanzi con almeno 2000 euro, per te gratis l'ingresso nel gruppo Telegram TRADERS CLUB

Manda una mail a info@investire.biz per essere contattato, oppure comincia ad aprire il CONTO TRADING da QUI.

---

0 - Commenti