Attenzione alla duration di fondi e ETF, soprattutto ora

Osservando le curve dei tassi di interesse europei, il panorama per coloro che cercano strumenti a basso rischio utili per vivere di rendita, è sconsolante.

Prendendo come riferimento il tratto di curva a 5 anni la Germania chiede all’investitore di lasciare sul campo lo 0.60% (il rendimento è appunto negativo di -0.6%), la Francia lo 0.40%, addirittura il Portogallo lo 0.05%. Solo l'Italia con i suoi BTP (e la Grecia) sono in grado di offrire un rendimento nominale positivo (1.75%).

Naturalmente a rendimento elevato corrisponde rischio maggiore.

Per chi vuole uscire dalla zona Euro ed imbarcarsi in avventure con rischio di cambio il panorama non cambia. Il Giappone offre i suoi bond a -0.2% sulla scadenza 5 anni, l’Australia al 1.1%, la Gran Bretagna allo 0.6%, gli Stati Uniti sono i più generosi con l’1.9%.

Nulla per cui strapparsi le vesti e soprattutto ogni rendimento positivo pone l’investitore di fronte a rischi considerevoli di emittente o di cambio.

Ciò che normalmente fanno gli investitori per cercare di sfuggire a questa logica è cercare di alzare il potenziale di rendimento andando su strumenti obbligazionari più rischiosi tipo corporate high yield o bond emergenti oppure allungano la duration del portafoglio obbligazionario.

Comprando infatti un titolo a 30 anni tedesco scopriamo che il rendimento diventa positivo dello 0.4% e quello francese del 1.2%.

Giova a questo punto spiegare cos’è la duration di un’obbligazione.

La duration (durata media finanziaria) è un indice espresso in anni, che indica la durata finanziaria dell’investimento ovvero il periodo di tempo necessario per recuperare il capitale investito in un certo periodo. La duration è inoltre una misura approssimativa della volatilità di un titolo obbligazionario: quanto più è elevata, tanto maggiori sono le escursioni di prezzo che subirà il titolo in seguito a una variazione dei tassi di interesse. In questo caso per ottenere un numero immediatamente comprensibile circa il rischio insito in un’obbligazione si parla di duration modificata che di fatto funge da moltiplicatore.

Se un titolo ha duration  5 questo significa che tendenzialmente una variazione dei tassi all’insù di 1 punto percentuale si tradurrà in un calo del prezzo dell’obbligazione di circa il 5%.

La duration è un prezioso indicatore per tutti coloro che investono.

Tendenzialmente però chi compra un fondo o un ETF obbligazionario si focalizza sul rendimento atteso a scadenza del portafoglio e quasi mai sulla duration.

Quando la curva dei rendimenti si appiattisce come quella americana in questo momento (quindi i tassi a lunga diventano uguali o inferiori a quelli a breve) i rischi di investire a 10 o 30 anni diventano ancora più importanti da valutare.

Entrano in concorrenza l’opportunità di avere per un maggior arco temporale un flusso più generoso di interessi con il rischio di perdita sui prezzi qualora i tassi dovessero salire. Solitamente infatti quando una curva dei rendimenti si appiattisce la politica monetaria reagisce abbassando i tassi ufficiali, rilanciando la crescita, l’inflazione ed alzando sempre in teoria i rendimenti sui tratti di curva più lunghi. Questo significa perdere soldi sull’obbligazioni non solo in termini nominali ma anche reali.

La società americana RBA Advisors ha pubblicato di recente un report molto interessante nel quale si percepisce come il premio al rischio per scadenza  offerto dai rendimenti decennali americani è ridotto all’osso, ai minimi di sempre con un numero addirittura negativo.

Senza entrare troppo nei dettagli tecnici questo grafico suggerisce che gli investitori stanno sottovalutando il rischio duration prezzando in modo eccessivo il tratto più lungo della curva rispetto al breve. E quando si strapaga una asset class il rapporto rendimento/rischio della stessa difficilmente sarà soddisfacente in futuro.

Attenzione quindi a comprare fondi o ETF con duration particolarmente lunghe.

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