Uno sguardo Macro: cosa dicono i PMI di Settembre?

I dati macroeconomici, specialmente in Europa, dipingono un quadro economico incerto, forse piu’ preoccupante di quanto facciano trasparire i mercati finanziari.
 

Analizzando gli ultimi PMI flash (“Purchasing Managers’ Index) in Europa si è notato un netto peggiornamento rispetto ai report precedenti, anche se le previsioni pronosticavano risultati in linea con Agosto.
La maglia nera europea spetta alla Germania dove il PMI Manifatturiero si attesta a 41.5  segnando i minimi dal 2009.
Il PMI sui servizi mostra un calo di 2.3 punti portando il suo valore a 52.5; risultato che fa precipitare il Composite PMI (ovvero Manifatturiero piu’ Servizi) a 49.1: ricordiamo che un valore dei PMI sotto 50 indica recessione (mentre superiore è sintomo di espansione economica). Per la prima volta dal 2013 sembra che la Germania sia entrata in recessione.

In Francia, stranamente ed in controtendenza rispetto al resto d’Europa, sono i Servizi (-1.8 a 51.3) a calare piu’ del Manifatturiero (-0.8 a 50.3) rilevando un preoccupante livello di stagnazione economica.

In aggregato i dati Europei riflettono un calo maggiore del Manifatturiero rispetto ai Servizi con un PMI Composite leggeremente al di sopra di 50 (50.4).
I PMI ci mostrano come oltre al settore manifatturiero, si stia indebolendo anche il settore dei servizi: fattispecie che se si verificasse anche nell’economia statunitense (dove i Servizi contano a livello aggregato molto di piu’ del Manifatturiero) porterebbe ad un brusco calo del PMI Composite con pensanti ripercussioni sui mercati.

I PMI flash rappresentano un valido anticipatore delle conseguenze della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina su un continente indirettamente coinvolto nel conflitto, mostrando come un inasprimento del protezionismo possa intensificare i rischi di recessione per il Vecchio Continente.

Ma da un punto di vista pratico dopo la pubblicazione dei dati cosa è successo?

• Il mercato azionario ha virato in negativo, guidato dal settore bancario che ha constatato in una fase “recessiva” l’impossibilità di uno steepening della curva dei tassi,favorendo un rotazione nell’azionario sui settori piu’ difensivi (Healthcare, Utilities, Teleccomunication);
• I bond hanno guadagnato terreno: prezzi in aumento, compressione dei rendimenti;
• I metalli preziosi hanno reagito positivamente, svolgendo egregiamente il loro compito di “beni rifugio”;
• L’Euro si è indebolito contro il Dollaro scendendo sotto quota 1.10;
• Draghi ha invocato una revisione delle politiche fiscali Europee.

Tuttavia due notizie positive hanno contribuito a rallentare il pessimismo e la volatilità sui mercati (l’indice VIX in fatti dopo aver raggiunto ieri i 16 dollari e’ tornato a 14.5):

1) I PMI Flash in US hanno dipinto un quadro totalmente diverso con l’indice Manifatturiero che ha battuto in positivo le stime attestandosi a 51 contro una stima di 50.4 e un precedente a 50.3, mentre i Servizi hanno marginalmente deluso crescendo a 50.9 da 50.7 (ma con una previsione di crescita a 51.4).Il PMI Composite si attesta a 51 con un piccolo miglioramento di +0.3 rispetto al dato precedente.

2) La seconda è l’IFO (indice sulla fiducia delle imprese) in Germania che stamattina è salito a 94.6 da 94.3 di Agosto ridando un po’ di positività ai mercati.

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