Tutti divisi sulla Bce, analisti e funzionari

Teoricamente i prossimi passi della Bce dovrebbero vedere l’annuncio di nuove misure di stimolo. Ma si tratta, come detto, di qualcosa di teorico. Molto. 

Espansione sì. Ma con cautela

Infatti per quanto riguarda le future decisioni, ormai prossime, sembrano essere tutti divisi, sia gli analisti che i funzionari stessi. La Banca centrale europea in una delle ultime riunioni guidate da Mario Draghi, dovrebbe vedere l’annuncio di tagli ai tassi di interesse  contemporaneamente svelare nuove misure di stimolo economico. Anche perché all’inizio dell’estate, il presidente della BCE Mario Draghi aveva dichiarato di essere orientato verso la ricerca di ulteriori opzioni per sostenere l’economia della zona euro. Una volontà che, con il passare delle settimane, sembra essersi smorzata. O per lo meno questa è la sensazione che traspare giudicando le dichiarazioni di alcuni funzionari della BCE.

La posizione dei funzionari

Dichiarazioni che, a loro volta, hanno lasciato gli analisti perplessi e divisi su quanto accadrà nelle prossime ore con la riunione prevista per domani. Un esempio arriva da quanto detto dal presidente della banca centrale francese Francois Villeroy de Galhau e da quella estone Madis Muller che hanno iniziato a mettere in dubbio l’opportunità dei provvedimenti. Ma le loro perplessità sono solo le ultime in ordine di tempo. Prima ancora c’erano state le parole di Sabine Lautenschlager, membro del comitato esecutivo della BCE, Klaas Knot, presidente della banca centrale olandese, e dell’ormai noto presidente della Bundesbank Jens Weidmann, tutti scettici sulla necessità di ripristinare il QE.

Draghi controcorrente

Prese di posizione che contrastavano notevolmente con quelle prese da Draghi e da Ollie Rehn, presidente della Bank of Finland, che recentemente hanno fatto intendere di essere favorevoli ad un pacchetto di stimoli “di grande impatto”. Una decisione che nasce da alcuni fattori determinanti come i ristagno dell’economia italiana e , ancora peggio, il rischio di recessione della Germania nel secondo trimestre. Gli ultimi dati macro evidenziano una sempre crescente debolezza nella produzione e nei servizi che, ovviamente, è destinata a peggiorare con il possibile acuirsi della guerra dei dazi.

Le previsioni degli analisti

A causa di queste fratture presenti nel board della Bce, gli esperti sembrano essere sempre più incerti. Per Kepler Cheuvreux, ad esempio, le mosse della Bce saranno all’insegna della cautela. In caso di taglio del costo del denaro, quindi, non si andrà oltre i 10 punti base con eventuali acquisti di bond anche privati sul mercato. La spiegazione di questo ampliamento è semplice: i tassi negativi sono estremamente diffusi anche a livello europeo e quindi è necessario ampliare la scelta.

Parola d'ordine: prudenza

Ma anche in questo caso sarà la prudenza a guidare: acquisti per 30 miliardi, non oltre. Stesso trend anche da Pimco: taglio di 10 punti base del tasso di deposito e 30 miliardi di euro di acquisti di bond. Con attese per un eventuale secondo step. Infatti saranno tenuti d’occhio i dati macro ma anche la collaborazione più o meno fattiva dei governi nel processo di riforme.

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