Turchia abbatte jet russo: prove di guerra fredda.

I riflettori internazionali sono stati puntati ieri nuovamente e prepotentemente al confine turco-siriano in una scena drammatica che ha visto l’abbattimento di un jet russo da parte delle forze armate turche. Immediato il rimpallo delle responsabilità tra Mosca e Ankara in una scena che arriva al termine di un’escalation che dura dall’entrata a gamba tesa del Cremlino nella questione siriana.
Gli Stati Uniti hanno sottolineato l’importanza di non cedere ad un nuovo climax di violenze e il segretario della NATO ha ribadito che il nemico comune da combattere è lo Stato Islamico: frasi che tuttavia non placano gli animi già particolarmente surriscaldati dopo che nelle scorse settimane la Russia aveva denunciato a più riprese e in modo più o meno esplicito la connivenza di alcuni membri del G20 con Daesh.
Passano quasi in secondo piano le vicende europee e soprattutto quella portoghese. Dopo giorni intensi di negoziazioni in cui il presidente della Repubblica Silva aveva convocato banche, imprenditori e partiti politici, nell’ultimo colloquio con il leader socialista Costa, Silva aveva cercato una rassicurazione formale sull’intenzione della sinistra portoghese di rispettare gli accordi con l’Europa.
Nonostante Silva si sia dichiarato “dubbioso” circa l’opportunità di consegnare l’incarico di formare il nuovo governo di Lisbona a Costa, è arrivato questa mattina l’annuncio del conferimento del mandato. Il primo ministro uscente Coelho ha fatto gli auguri all’avversario, sottolineando tuttavia che il partito conservatore non sosterrà in alcun modo il nuovo esecutivo.
Si prospettano giornate particolarmente tese in Portogallo.

Market Movers
14:30 Stati Uniti Ordinativi beni durevoli core m/m cons. 0.3% prec. -0.3%
14:30 Stati Uniti Ordinativi beni durevoli m/m cons. 1.5% prec. -1.2%
14:30 Stati Uniti PCE m/m cons. 0.3% prec. 0.1%
16:00 Stati Uniti Vendite case nuove cons. 500k prec. 468k
16:00 Stati Uniti Fiducia consumatori Univ. Michigan cons. 93.1 prec. 93.1
16:30 Stati Uniti Scorte petrolio cons. 1.067m prec. 0.252m

EURUSD
La moneta unica torna in area 1.0660 in apertura della sessione europea dopo un rapido test nella notte verso area 1.07 che segue la serie positiva degli ultimi giorni più che altro legata alle performance negative del mercato azionario del Vecchio Continente. L’attesa per i dati statunitensi del pomeriggio, gli ultimi prima della pausa del Thanksgiving, renderanno gli scambi volatili nel pomeriggio, con la possibilità che si apra una fase direzionale fino alla conclusione della settimana che verosimilmente porterà la moneta unica ad un rafforzamento.

GBPUSD
La sterlina inglese continua a perdere terreno con il silenzio assenso del governatore della Bank of England Mark Carney. Un silenzio che tuttavia è in odore di complicità dopo l’audizione alla Camera dei Comuni di ieri dove il numero uno di Threadneedle Street ha sottolineato la visione non particolarmente positiva per l’economia britannica. Che le parole del governatore risuonino particolarmente tendenziose e volutamente pessimiste in funzione di un indebolimento della divisa britannica è un sospetto che è venuto a tutti, ma rimane il fatto che il mercato per ora sta al gioco di Carney spingendo il cable verso 1.5050 in conclusione della giornata di ieri e risollevando le sorti del rapporto tra sterlina e biglietto verde fino a quota 1.5090 dove scambia in apertura dei mercati europei. Anche per il cable l’attesa è tutta concentrata nel pomeriggio con la pubblicazione dei dati su ordinativi industriali, PCE e mercato immobiliare.

USDJPY
La sessione asiatica è stata all’insegna dei ribassi per USDJPY sull’onda della performance modesta dell’azionario nipponico con l’indice Nikkei della borsa di Tokyo che cede lo 0.39% spingendo così le quotazioni della divisa nipponica verso quota 122.30, ai massimi dalla settimana scorsa. Le buone performance dei dati macroeconomici giapponesi, insieme alle rinnovate tensioni a livello geopolitico soprattutto in medio oriente dovrebbero portare lo yen a rafforzarsi ulteriormente e riacquistare la valenza di valuta rifugio, come diverse volte abbiamo visto in questi ultimi mesi. L’attesa è tuttavia concentrata sui dati statunitensi in uscita nel pomeriggio soprattutto con l’approssimarsi del livello di supporto a 122.20 che rappresenta lo spartiacque verso ulteriori ribassi di USDJPY.

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