Trump sancisce l'accordo con la Cina: le borse festeggiano

  • Il placet di Trump all'accordo in arrivo fa salire le borse e accendere la propensione al rischio degli operatori;
  • I mercati spingono verso una politica ancora più espansiva della Fed e la curva dei tassi si schiaccia verso il basso;
  • La Bce approva l'idea di un sistema di pagamenti internazionale a trazione Usa;
  • Piazza Affari potrebbe diventare a stelle e strisce grazie all'acquisizione della quota maggioritaria di LSE da parte di Refinity.

La benedizione di Trump

Non poteva che essere lui l'uomo che tutti i mercati aspettavano per mettere la parola fine alla tribolata vicenda dei dazi commerciali che in questi ultimi anni hanno posto l'attenzione di tutti gli operatori finanziari. Il presidente alla Casa Bianca ha di fatto sentenziato la risoluzione del caso dichiarando che siamo ormai alle fasi finali di uno dei più importanti accordi sul commercio mai esistiti. Il tono delle parole è stato particolarmente apprezzato soprattutto se espresso da colui che spesso con le sue affermazioni aveva inasprito il clima della trattativa facendo temere il peggio.
Il tycoon americano ha parlato anche della delicata questione di Hong Kong senza sbilanciarsi sull'emendamento che è stato approvato dal Congresso a sostegno dei dimostranti, ma ha comunque manifestato la vicinanza, sulla questione, al presidente cinese Xi Jinping.

Borse positive

Le parole di Trump hanno avuto l'effetto di riaggiornare i listini americani su nuovi record con chiusure di qualche decimo di punto percentuale sopra la parità e con il Vix che continua la discesa arrivando ora a 11,5 punti.
Si mette particolarmente in luce il settore dei consumi (+1,4%) inaugurando la stagione natalizia da poco iniziata, grazie soprattutto alle brillanti trimestrali di Best Buy (+10%) e Dick's Sporting Goods (+18%).
Gli ottimi dati sulle vendite di case in ottobre (733k contro i 709k del consensus) hanno attirato gli investimenti nelle azioni del comparto immobiliare (+1,4%), dato molto importante visto il rallentamento del settore nell'ultimo periodo.

I mercati tirano per la giacca Powell

Sull'obbligazionario il differenziale dei tassi dei bond a 10 e 2 anni torna a scendere. Gli investitori non sono contenti ancora del quantitative easing mascherato della Fed e chiedono una maggiore decisione riguardo i tassi e ancora più generosità sul mercato interbancario per quanto riguarda le iniezioni di denaro liquido. Per la verità già la banca centrale americana, tramite anche le succursali, ha messo in circolazione circa 4.000 miliardi di dollari e solo negli ultimi due mesi 250 miliardi tramite operazioni pronti contro termine, sostenendo in questo modo non solo il mercato dei tassi ma anche e soprattutto quello azionario.

La BCE favorevole ai sistemi di pagamento europei

Per bocca del membro del comitato esecutivo, Benoit Coeure, la BCE si è detta assolutamente possibilista riguardo il progetto di 20 tra le più importanti banche dell'Unione Europea di aderire a un sistema di pagamento internazionale facente capo a società come PayPal, Visa e Mastercard. L'economista francese ha dichiarato che ormai due terzi dei pagamenti sono effettuati per tramite di carte internazionali e senza un vero e proprio progetto di sviluppo che coinvolge tutte le principali società del settore dei pagamenti elettronici l'Europa rischia di perdere un vantaggio competitivo. Nei prossimi giorni sono quindi da seguire con attenzione i titoli azionari delle società americane su citate.

Piazza Affari sarà americana?

La London Stock Exchange che controlla Borsa Spa, Mts e il mercato dei Btp in Europa potrebbe essere acquisita per il 55% da Refinity, che è una della maggiori banche dati al mondo e che insieme a Blackstone, gigante dei private equity, che deterrebbe il 45%, potrebbe controllare il LSE e quindi Piazza Affari. L'affare sul piatto sarà di 27 miliardi di dollari e le autorità di vigilanza e controllo avranno 6 mesi di tempo per avallare l'operazione.

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