Trump - Johnson: il peso dell'autorevolezza

Si stava scherzando...

Quello che è successo la settimana scarsa ribadisce, al di là di ogni ragionevole dubbio, quanto chi esercita un potere e lo fa con autorevolezza abbia la capacità di fare e disfare con un tweet tutta la montagna di parole che si erano riversate a fiumare sulle questioni anche più spinose. E' bastato che il presidente alla Casa Bianca facesse due conti in ottica di campagna elettorale, et voilà, tutto torna a posto. Sì perché non so se gli americani avrebbero perdonato al tycoon il mantenimento di una posizione così austera in tema di dazi proprio nel periodo dello shopping natalizio. Se a questo si aggiunge che cercare di buttare giù il Dragone cinese utilizzando le munizioni dei dazi nel breve avrebbe portato l'economia a stelle e strisce ad una recessione inopportuna proprio a ridosso delle elezioni, forse la strategia migliore era quella della ragionevolezza. Ci sarà tempo e modo per tornare alla ribalta con un nuovo attacco al nemico...

Johnson cerca di imitare Trump, ma non è lui...

Se Trump è riuscito a confezionare questo passo indietro dentro una scatola di compromesso, Johnson probabilmente ci è riuscito di meno. Evidentemente la portata delle due personalità non è proprio la stessa. Il messaggio che è filtrato da Londra è stato proprio quello di una resa incondizionata. Ha vinto l'Europa, punto. L'Irlanda rimane dov'è e il parlamento britannico tutto ne prenderà atto. Ma talvolta la ragion di stato può anche far apparire ridicoli, arruffoni, sbaragliati. Ma prima o poi l'elettorato ne chiede il conto e lì se non si hanno delle abilità comunicative di un certo rilievo non si passa la frontiera. Le prossime elezioni ci diranno quanto lo strascico lasciato dal negoziato su Brexit abbia inciso sui rapporti di forza.

E ora che succede?

Che conseguenze potrebbero avere per il futuro questi compromessi? Una tregua senz'altro momentanea corroborata da euforia nei mercati che credono nel breve ad un ritrovato clima di fiducia, con la sterlina sul fronte britannico che potrebbe iniziare uno sprint di grande rilievo. Ma poi? Se le elezioni presidenziali americane e quelle per il rinnovo del parlamento nel Regno Unito, dovessero confermare i due personaggi alla guida dei rispettivi paesi chi garantisce che non si tornerà agli attacchi frontali senza esclusione di colpi? Nessuno... anzi è probabile che in particolar modo oltreoceano riprenda una guerra che scava le radici profonde in una supremazia che determinerà il futuro del contesto economico politico globale. Con la Cina non si scherza, Trump lo ha capito fin troppo bene e se qualcuno si illude che sia solo il primo passo verso la fine delle ostilità probabilmente ha sbagliato a fare i calcoli.

---

Nuovo corso dedicato alle FIGURE della ANALISI TECNICA, clicca QUI per info

---

0 - Commenti