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Trump insiste: elezioni truccate

Trump insiste: elezioni truccate

Donald Trump ultimamente ha picchiato spesso su questo punto: l’esito delle elezioni sarà truccato.

E non potrà essere semplice screditare questa grave accusa, come fosse un grido isolato di circostanza, perché pare che siano in molti a pensarla così.
Secondo il sondaggio fatto da Politico (1), il 41% degli americani registrati per votare (fra i repubblicani, il 73%) sostengono che le elezioni saranno oggetto di inganno.
Ma non solo. Anche pezzi da novanta del partito repubblicano si sono esposti a riguardo. Partito che, come si sa, non ha contribuito con nessuna donazione in denaro a sostegno della campagna di Trump, in lampante presa di distanza dal rivoluzionario personaggio.

Rudolph Giuliani, ex sindaco di New York (al tempo dell’11 settembre) alla CNN (2) lo dice senza peli sulla lingua: “sarei un deficiente se vi dicessi che in luoghi come Philadelfia o Chicago le elezioni saranno limpide, dovrei lasciar perdere tutto ciò che ho imparato in 40 anni di partito repubblicano”.

E aggiunge che i democratici trasportano persone in pullman da un seggio all’altro per farli votare numerose volte, come ha visto anche durante la sua prima corsa alla candidatura. E che anche i defunti sono lasciati negli elenchi, per poi far votare persone a pagamento con i loro nomi.

Dirigente nazionale del partito e speaker alla Camera bassa nella presidenza Bill Clinton, Newt Gingrich è un altro. Era stato un forte sostenitore delle guerre in medio oriente a fianco dei neocon, poi aveva cambiato idea per la troppa destabilizzazione che si è dimostrata, gli avevano richiesto le dimissioni per qualche scandaletto sessuale (tema sempre di moda), oggi fuori dalla politica attiva ma riconosciuto come politico consumato. Alla ABC News (3) ha detto che è in corso un colpo di stato. Le elezioni secondo lui saranno di sicuro truccate, e ha sibilato anche che se non fosse per l’incessante assalto unilaterale dei media (unending one-sided assault), Trump vincerebbe di 15 punti. Non da poco da parte di un politico come lui, ha detto che Trump è la prima figura in politica americana dei nostri tempi che minaccia seriamente questo meccanismo corrotto.

Sia o no per lo stesso meccanismo inteso da Gingrich, anche in passato ci sono stati esempi di controversie in momenti decisivi.
Nel 1960 Kennedy salì al potere vincendo su Nixon. 303 Grandi Elettori per Kennedy, 219 per Nixon. Ci furono forti accuse di irregolarità nei conteggi di due stati, Illinois e Texas. Molti si sono spinti ad accusare la macchina organizzativa di Johnson, il vicepresidente di Kennedy, per aver fatto brogli elettorali. Diventò poi lui stesso presidente, come prevede la legge, quando Kennedy venne ucciso.

In storia più recente, nel 2000, l’inizio del comando di George W. Bush. Era lo scandalo “Florida 2000”: l’inconcludente periodo di ricorsi legali per lo stato della Florida, decisivo nei conteggi per la proclamazione del vincitore. Particolare forse rilevante, il governatore della Florida era Jeb Bush, il fratello di George W. (lo stesso che ha tentato la corsa alla presidenza in queste elezioni 2016, subito ritirato proprio grazie ai dibattiti con Trump). In quell’occasione le difficoltà e stranezze dei conteggi indussero la Corte Suprema a decidere il nome del presidente.

Potranno davvero scorrere i brogli elettorali, nel caso che il pubblico voti in maggioranza per Trump anche nelle elezioni 2016? Stando ai fatti, in 16 stati, in cui abita il 38% della popolazione, non viene richiesto nessun documento di identità per votare, in altri, per il 16% della popolazione, si può esibire un documento senza foto. Questo è incredibile, se pensiamo a come gli USA danno al mondo lezioni di democrazia (4).

In America parecchi sono venuti a sapere che la ditta che fornisce a 16 stati le macchine per votare, la Smartmatic, è posseduta da un agente operativo del noto George Soros, tale britannico Lord Mark Mallock- Brown (5).
Potrebbe dire qualcosa, a chi sa che Soros si era schierato in modo anche troppo evidente per Hilary, non mancando di contribuire alla sua campagna. Si potrà vedere anche una sua precisa previsione. Questo il link (6) di una sua intervista del 9 agosto, dove non trattiene che Donald Trump “vincerà il voto popolare” ma le elezioni saranno di Hilary Clinton, che avrà il voto degli Elettori; è un “done deal”, cosa già fatta.

A maggio 2016, un’altra previsione era stata scritta, con la pubblicazione del documento di un centro di studi, un pensatoio o Think Tank, come li chiamano in America, chiamato CNAS, Center for a New American Security. Il documento si intitola “Expanding American Power”, ed è rivolto al prossimo presidente USA, del quale nome sono già convinti, visto i contenuti completamente contrari a tutta la linea politica di Trump, e completamente in linea con la politica della Clinton.
https://www.cnas.org

Tra le varie tematiche, portate come “consiglio” al nuovo presidente, elencano come assoluta priorità portare a termine in fretta i trattati Trans-pacific Partnership (TPP) e Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP). Danno contro a Putin, immancabilmente. Sul Medio Oriente, per farla breve, è un’urgenza che Bashar al-Assad venga tolto dal potere (come è stato fatto con Gheddafi e Saddam). Insomma, la politica di Hilary Clinton. Per comprendere il motivo per cui sarebbe corretto quanto meno considerare questo documento, e soprattuttoi suoi firmatari, dobbiamo ripercorrere velocemente un altro periodo temporale, molto simile. Era il 2000, e il Think tank era il PNAC, acronimo del nome rivelatore “Project for a New American Century”. Un documento, in quel caso intitolato “Rebuilding American Defense”, era destinato al futuro presidente, Bush.

Quello scritto, proponeva il metodo per un enorme riarmo dell’America, i cui cittadini, sempre secondo il PNAC, erano stati rammolliti da anni di pace dopo il crollo dell’URSS. Ci voleva un senso di unità nazionale e risveglio collettivo, attraverso la guerra. Veniva descritto come garantire alla superpotenza la dominanza militare mondiale, e la capacità di sferrare più guerre simultaneamente. Nel documento veniva anche riconosciuto che l’opinione pubblica non avrebbe mai accettato lo sviluppo di un tale programma con i suoi immani costi. A meno che non ci fosse stato un evento “catastrofico e catalizzatore come una nuova Pearl Harbor”, pretesto per l'opinione pubblica. Gli ultimi 15 anni di guerre americane hanno avuto il loro inizio seguendo gli ordini precisamente descritti in questo documento, consegnato a settembre del 2000, e il nuovo evento catastrofico è avvenuto un anno dopo, l’11 settembre del 2001, rendendo necessaria l’entrata in guerra contro il nemico trasversale e pericolosissimo, il terrorismo islamico. I firmatari del PNAC, al momento dell’evento, erano tutti al potere, tra cui anche il vice presidente Cheney, e il ministro della difesa Rumsfeld.

Converrà aggiungere che i firmatari di entrambi i documenti sono più o meno gli stessi, e tutti appartenente alla stessa scuola di pensiero, molto potente in USA, denominata neocon (neoconservatives). Fortissimi sostenitori degli interventi bellici, e che fanno gli interessi della forte e principale alleanza tra America e Israele. I neocon, insediati in modo completo con Bush jr., sono ancora oggi in prima linea. Sono tra le file di potenti pensatoi come quelli descritti, che creano scenari da presentare al presidente, che puntualmente approva. Sono occupanti di cariche determinanti nelle amministrazioni presidenziali e costituiscono un potente braccio del Sistema America, che oggi si sente minacciato per la prima volta dal clima rivoluzionario che vede in Trump la speranza di ribaltare la situazione.

Come considerazione finale, se Trump dovesse vincere e andare al potere, cosa assolutamente  non esclusa, inizierebbe un periodo per ristabilire ogni aspetto del Sistema in politica interna ed estera, sarebbe un nuovo domani inimmaginabile, e un corso di eventi di impressionante impatto. È possibile che i mercati diventino imprevedibili, e si suppone un cedimento del dollaro e un abbassamento degli indici.

Ricordiamo che Trump aveva anche accusato la Fed di aver creato una “bolla azionaria”, una “falsa economia”, con la politica dei tassi d’interesse artificialmente bassi, in modo da non far scendere l’economia, anche se in modo illusorio, e concedere così un apparente merito a Obama di aver fatto una buona gestione. Questo aspetto, si suppone, cambierà nell’immediato come risposta dei mercati alle elezioni, e per la politica economica di Trump.

Se la Clinton dovesse vincere, i problemi per l’Establishment non sarebbero comunque finiti. C’è lo spinoso e allarmante coinvolgimento dell’FBI sulla Clinton, e la minaccia di riaprire le indagini che riguardano lo scandalo delle mail cancellate e che porterebbe seri guai all’intera politica americana, visto i contenuti e le novità che potrebbero venire alla luce. Ma oltre questo, sarà da vedere se l'accusa di Trump sul sistema di conteggio corrotto possa avere un seguito, motivo per cui l’ha puntualmente dichiarato prima del voto.

Oltre ai fatti proibiti delle scorse amministrazioni, che ha già minacciato di rivelare. Si rischierebbe così di minare completamente la fiducia del popolo già molto delicata, con conseguenze disastrose per il futuro della amministrazione Clinton. Ancora più importante, rimane comunque, in ogni caso, il nuovo sentimento dilagante di malcontento generale che ha portato un clima rivoluzionario fino a questo punto, e non si potrà cancellare facilmente ciò che è cambiato nei cuori degli americani. Qualsiasi sia l’esito della votazione, il fenomeno rivoluzionario potrebbe non svanire facilmente. Il Sistema è nei guai.

Michele Giancarli

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Note

1) http://www.politico.com/story/2016/10/poll-41-percent-of-voters-say-the-election-could-be-stolen-from-trump-229871
2) https://www.youtube.com/watch?v=KIX-_YZaJME
3) http://abcnews.go.com/Politics/newt-gingrich-backs-rigged-election-claim-voters-monitor/story?id=42830113
4) https://ballotpedia.org/Voter_identification_laws_by_state#tab=Map
5) https://www.linkedin.com/pulse/smartmatic-sgo-malloch-brown-soros-operative-buys-election-cj-wilson
6) https://www.youtube.com/watch?v=cfTAD4Fzf3s

Michele Giancarli

18/04/2016

Punti: 8

4 - Commenti

  • Roberto Capaccioli 04/11/2016 20:14 Rispondi
  • luigi di gennaro 04/11/2016 20:49 Rispondi
  • Marco Cattaneo 05/11/2016 08:51 Rispondi
  • Olan Chiomento 06/11/2016 16:40 Rispondi