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Trionfo Johnson: la sterlina spicca il volo

  • Johnson conquista la maggioranza assoluta e si avvicina il fatidico momento dell'ufficialità di Brexit;
  • Trump accende i mercati firmando l'accordo sui dazi, le borse asiatiche volano;
  • Il mercato del Forex si sveglia e la sterlina guadagna 4 figure sulle principali valute.

Elezioni in Gran Bretagna senza storia

Una vittoria al di là delle più rosee previsioni per il Tycoon britannico, un vero plebiscito con 362 seggi conquistati, ben oltre i 326 necessari per ottenere la maggioranza in parlamento. Il suo avversario politico Jeremy Corbyn ha raggiunto appena 191 collegi e si è puntualmente dimesso, mentre il partito di Nicola Sturgeon, lo Scottish National Party, ha conquistato 55 seggi su 59 con piena soddisfazione del leader dell'indipendenza della Scozia e oppositore del Brexit party. Insomma una vittoria così schiacciante non si vedeva dai tempi di Margaret Thacher e il popolo britannico prende coscienza del fatto che il sentimento comune è verso un certo indipendentismo sia dal Regno Unito nei confronti dell'Europa, sia dalla Scozia verso il Regno Unito.
L'esito delle urne mette il turbo alla sterlina che in pochi minuti fa un balzo di 400 pips e si porta sulla soglia di 1,35 nei confronti del dollaro americano. Già l'andamento dei giorni scorsi faceva pensare che il mercato richiedesse stabilità indipendentemente dal fatto che si decida o meno di attuare Brexit, l'importante è che ci sia un epilogo. E la fine dell'epopea sembra proprio alle porte, il governo ha adesso una maggioranza talmente ampia che entro il 31 gennaio porterà, al di là di ogni ragionevole dubbio, la Gran Bretagna fuori dall'Europa sulla base di un accordo già messo nero su bianco e approvato da Westminster.

Le borse volano grazie ad un tweet di Trump

Se la sterlina è inarrestabile, le borse non hanno sfigurato ieri grazie ad un tweet di Trump che ha mandato i mercati asiatici in visibilio con rialzi diffusi (Tokyo +2,26%, Shangai +1,6%, Hong Kong +2,2% e Seul +1,3%). Il presidente alla Casa Bianca ha in pratica dato per certo l'accordo sui dazi e nella notte Bloomberg fornisce qualche dettaglio: vi è un documento firmato da Trump dove si congelano i nuovi dazi del 15% sui beni di consumo cinesi che corrispondono a circa 160 miliardi di dollari e come contropartita la Cina si impegna ad acquistare maggiori prodotti agricoli americani.
A Wall Street, che raggiunge nuovi record, vi è però la nota negativa di Facebook che perde il 3%. Come scrive il Wall Street Journal vi è un'indagine in corso dell'antitrust sul gigante del web per pratiche lesive nei confronti della concorrenza.

Torna la propensione al rischio sul valutario

Dopo il tweet di Trump i trader mettono denaro sulle valute a rischio come l'Euro e la Sterlina e vendono quelle rifugio. Infatti l'eur.usd si porta nei pressi di 1,12, l'eur.chf oltrepassa 1,10 e il usd.jpy si avvicina a 110. Troppo presto pensare all'inizio di un rally anche perché ci sono diversi ostacoli che dal punto di vista grafico devono essere fronteggiati prima di poter dire di essere usciti dalla fase di empasse che tiene i principali cross racchiusi in un intervallo di prezzi ristretto. Però la conferma che il mercato rimane estremamente sensibile alla questione dazi per prendere delle posizioni sembra arrivata puntualmente e si  è ormai in attesa della definizione di un accordo risolutore.

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1 - Commento

Luca Discacciati

Luca Discacciati - 13 dicembre 09:29 Rispondi