Tra Pil e Fed oggi è il giorno degli Usa

  • Le attese dei mercati oggi guardano alla pubblicazione di dati macro particolarmente importanti
  • Le previsioni per il prodotto interno lordo di Washington non vanno oltre un tiepido 1,6% per il terzo trimestre
  • Oggi, inoltre, la Fed dovrebbe comunicare le sue decisioni in materia di politica monetaria

Nella giornata di oggi si vanno ad incrociare due dati macro particolarmente importanti per gli Stati Uniti: il prodotto interno lordo del terzo trimestre e l’annuncio sulle nuove politiche monetarie della Federal Reserve.

L'annuncio della Fed

In quest’ultimo caso più che il taglio dei tassi in sé (i mercati danno per certo un terzo taglio di un quarto di punto percentuale) l’attenzione è puntata su quanto dirà la Fed circa eventuali provvedimenti futuri sul costo del denaro. Infatti sebbene a luglio, mese in cui fu annunciato il primo taglio dei tassi di interesse, questo provvedimento venisse etichettato come “un aggiustamento di metà ciclo ”e non come un riavvio del Quantitative Easing, da allora il costo del dollaro è stato limato altre due volte. In tutto questo i dati macro, vero e proprio ago della bilancia, hanno continuato a dare segnali a corrente alternata. Ma per molti non così gravi da giustificare, in futuro, altri tagli sui tassi di interesse.

Tassi Usa: mossa preventiva?

Per questo motivo quest’ultimo (quasi) certo taglio dei tassi, sarebbe da considerare come una sorta di misura precauzionale contro eventuali contagi da parte di quel rallentamento economico visto a livello mondiale. In altre parole: una medicina preventiva contro le congiunture causate da una guerra commerciale che continua a prolungarsi ben oltre il previsto. E con un andamento quanto mai incerto ed altalenante.
Ma, come detto, saranno soprattutto le indicazioni sulle prossime decisioni e strategie a creare volatilità sui mercati. 

Pil terzo trimestre

Per quanto riguarda, invece, la rilevazione sul Pil negli Stati Uniti relativo al terzo trimestre le proiezioni parlano di un tiepido 1,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Qualora le cifre fossero confermate, si tratterebbe di un calo rispetto al secondo trimestre quando il dato è stato del 2%  Anche in questo caso, sul banco degli imputati, l’annosa questione della guerra dei dazi che ha portato come conseguenza primaria un rallentamento degli investimenti da parte delle imprese. Ma non solo. Un altro fattore determinante potrebbe essere intravisto nella debolezza del settore petrolifero. Più drastiche, invece, le proiezioni per Michael Gapen, capo economista Usa di Barclays. Infatti secondo lui non solo il Pil del terzo trimestre non dovrebbe andare oltre una crescita dell′1,5%, ma per il quarto dovrebbe addirittura scendere all’1%.

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