Tassi invariati fino al 2021: la Fed si defila

  • La Fed non toccherà i tassi per oltre un anno in quanto l'economia statunitense non dà segni di surriscaldamento e di recessione;
  • La sterlina non si ferma nell'aspettativa che dalle urne britanniche uscirà un governo in grado di dare stabilità al paese in prospettiva Brexit;
  • Quotazioni alle stelle per Saudi Aramco nel primo giorno di contrattazione, il valore della compagnia si avvicina ai 2.000 miliardi.

Powell si mostra colomba e le borse apprezzano

Ultima seduta dell'anno della Fed non senza qualche lieve sorpresa che Jerome Powell ha regalato ai mercati in pieno clima natalizio. Il numero uno della Fed ha dichiarato che l'economia americana sta continuando una crescita sostenuta e che, nonostante l'inflazione corra oltre l'obiettivo del 2%, non ci sono segnali di surriscaldamento dell'economia, pertanto la banca centrale non avrà necessità di intervenire sui tassi il prossimo anno se permangono queste condizioni. Nemmeno il mercato all'ingrosso dei capitali desta preoccupazioni come si sospetta, visto che è dotato della liquidità necessaria per poter far fronte a tutte le situazioni.
Le borse apprezzano questo messaggio del governatore della Fed e chiudono la seduta in rialzo con lo S&P che sale dello 0,2%, il Dow Jones dello 0,1% e il Nasdaq dello 0,4%. Tra i settori che crescono in grande spolvero l'indice dei semi conduttori (+2,2%), mentre cala l'immobiliare (-0,8%). Tra le materie prime ancora in luce il palladio che dall'inizio dell'anno ha guadagnato l'80% e ha raggiunto ora la quota di 1.900 dollari, mentre la prospettiva dei tassi bassi manda denaro sull'oro dove gli investitori si rifugiano sempre prima della chiusura dell'anno per proteggere il portafoglio.
Dopo il verbale del FOMC scendono anche i tassi sull'obbligazionario di quattro basis point con i tassi a breve che arrivano all'1,61% e quelli a lungo termine all'1,79%, mentre il dollaro si indebolisce contro le principali valute perdendo terreno nei confronti dello yen (108,50), della moneta unica (111,50) e soprattutto della sterlina che ha superato abbondantemente 1,32.

Oggi è la volta delle elezioni in Gran Bretagna

Grande attesa per la tornata elettorale nel Regno Unito, l'esito non è scontato ma probabilmente alla fine il popolo britannico sceglierà il male minore, ossia una vittoria di Johnson, seppur di misura, ma che possa consentire una Brexit che rispetti le tappe concordate con l'Europa. Lo scenario cambierebbe radicalmente se a sorpresa la dovessero spuntare i laburisti, perché a quel punto si verrebbero a determinare due possibilità: o ridiscussione di tutto l'accordo e allungamento dei tempi oppure la riproposizione di un secondo referendum su Brexit. In entrambi i casi sul mercato verrebbe iniettata una fiala di incertezza e la reazione potrebbe anche essere turbolenta. Intanto il pound continua ad apprezzarsi e la sensazione è che abbia iniziato un rally che la porterà a sfidare nuovi massimi nei prossimi mesi.

Saudi Aramco trionfa in borsa

Grande successo del gigante del petrolio nel primo giorno di quotazione nel listino di Riyadh, il titolo ha guadagnato il 10% che rappresenta il massimo scostamento consentito dalla borsa saudita. Ad oggi le azioni della compagnia  permettono una capitalizzazione di 1.880 miliardi, vicino all'obiettivo di 2.000 miliardi del principe Mohammed Bin Salman, target che oggi potrebbe tranquillamente essere raggiunto se continuasse l'andamento rialzista.

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